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Linea telefonica guasta, nessun risarcimento danni se la chiamata non arriva

le sentenze della cassazione

Linea telefonica guasta, nessun risarcimento danni se la chiamata non arriva

(Marka)
(Marka)

L'attesa davanti alla cornetta di una telefonata che non arriva mai. Un'immagine di altri tempi, capace - nell'immaginario collettivo - di solleticare la sfera delle emozioni, in alcuni casi di suscitare ansia. Nelle migliori delle ipotesi un romantico struggimento, ma null'altro.

A circoscrivere entro la sfera emozionale tale «estenuante attesa» è intervenuta anche la Cassazione che - con una ordinanza depositata ieri (la 27229 del 16 novembre) - ha escluso il danno esistenziale «per la situazione di disagio e ansia» causata dal dubbio di aver perso una telefonata importante sul telefono fisso di casa, a causa delle disfunzioni sulla linea Telecom.

A sollevare il caso una donna napoletana, che ha inoltrato una richiesta di risarcimento danni a nome del defunto marito, morto con il dubbio di aver mancato una telefonata importante.

Privi di una linea telefonica efficiente, i due coniugi avevano atteso per circa due anni che la compagnia telefonica intervenisse e che ripristinasse il servizio telefonico in entrata.

Ansia e disagio, così la donna aveva descritto lo stato d'animo del marito, dilaniato dal dubbio di «aver perso una telefonata decisiva».

Ma per la Cassazione non sono ravvisabili gli estremi del danno esistenziale, che ricorre soltanto - ricordano i giudici richiamando il consolidato principio forgiato dalle Sezioni Unite nel 2008 - quando si verifichi uno «sconvolgimento esistenziale». In questo caso il danno più grave riscontrabile è lo sconvolgimento dell'agenda e cioè delle abitudini e dei riti propri della quotidianità. Quello che può derivarne è - al massimo - disagio, fastidio, ansia, stress».

È indubbio - conviene la Suprema Corte - che la privazione del servizio telefonico in entrata per un lungo periodo menomi il diritto dell'utente alla libertà di comunicazione e di manifestazione del pensiero (la Carta dei servizi, peraltro, impone un intervento quasi immediato).

In questo caso, però - fanno notare i giudici - il danno lamentato non attiene alla violazione degli articoli 15 e 21 della Costituzione, ma una situazione di disagio bene più grave, che non può essere accettata. Il ricorso della vedova è pertanto respinto.

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