Norme & Tributi

Per i redditi dei professionisti 2015 anno della svolta: bene…

rapporto confprofessioni 2017

Per i redditi dei professionisti 2015 anno della svolta: bene farmacisti, veterinari e agenti di commercio

Nel lungo periodo 2006-2015 servizi veterinari (+36%), periti agrari (+26%) e agronomi (+23%) sono le professioni che vedono accrescere con più intensità il reddito, trainate dalla crescita complessiva del comparto agricolo e dell’agroindustria. Queste professioni, assieme agli intermediari del commercio, sono le sole a registrare una crescita continua, che si protrae dal quadriennio 2006-2010 al periodo più recente (2011-2015).

Mentre, soffermandosi sull’analisi dell’ultimo periodo - quindi il quinquennio 2011-2015 rispetto al decennio 2006-2015 - sono farmacie (+12,5%), servizi veterinari (+6%) e intermediari del commercio (+4,2%) a crescere di più dal picco dei redditi registratosi nel 2010 con 49.900 euro medi. Per questo ci sembra il dato più significativo.

Dal 2010 infatti è iniziato un continuo calo dei redditi medi ma solo nell’ultimo anno disponibile - il 2015 - il dato è risalito a 46.300 euro dai 43.200 euro medi di entrambi gli anni precedenti: per le libere professioni potrebbe essere in atto una svolta.

Al 2015 le principali professioni ordinistiche evidenziano il persistere di un importante divario tra professioni: si passa dai 20mila euro annui degli studi di psicologia ai 244mila delle attività notarili. Tale divario tuttavia appare in calo, per effetto del notevole e rapido abbassamento dei redditi medi nelle professioni più ricche, tra tutte le attività notarili (che quasi dimezzano il reddito medio del 2006, stimato in 478mila euro) e le farmacie (che passano da 135mila a 116mila euro).

Il reddito medio si abbassa anche per gli studi legali – dove la flessione interviene tutta nell'ultimo periodo (2011-2016) –, negli studi di ingegneria e tra i periti industriali (rispettivamente -17% e -2,5%). La crescita intervenuta tra 2006 e 2010 s'inverte infatti nel periodo più recente in modo particolarmente intenso per ingegneri, architetti, periti industriali, geometri.

I redditi medi annui dal 2006

Passando alla disamina delle professioni non ordinistiche, il primo dato che rileva è la minore redditività complessiva di tale gruppo di professioni: il reddito medio, qui pari a poco meno di 33mila euro annui, è inferiore di circa 13mila euro rispetto a quello riscontrato presso le professioni ordinistiche. Nel comparto delle professioni non ordinistiche, soprattutto, si riscontra un gap di reddito limitato tra le diverse professioni: nel 2015 si passa dai 53mila euro dei servizi finanziari e assicurativi ai 10mila dei servizi di estetica, con una forte concentrazione dei redditi attorno alla media campionaria, ovvero tra i 30 e i 35 mila euro.

Il Rapporto 2017 sulle libere professioni in Italia è stato promosso dalla Fondazione Confprofessioni, curato dall’Osservatorio delle libere professioni (copyright Wolkers Kluwer).

I redditi medi under e over 40

Quanti sono i professionisti

Le variazioni di reddito quinquennali o decennali

Le professioni non ordinistiche

© Riproduzione riservata