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L’Esperto risponde: finire la carriera in part-time riduce la…

IL QUESITO DEL LUNEDì

L’Esperto risponde: finire la carriera in part-time riduce la pensione

Il quesito.Sono un dipendente comunale. Andrò in pensione a marzo 2022 (dopo 43,5 anni di servizio) a 64,5 anni di età, con il sistema misto (ho iniziato a lavorare nell'agosto 1978). Vorrei sapere se sono giusti i calcoli di un commercialista, secondo il quale facendo gli ultimi quattro anni di servizio in part-time (30 ore anziché 36) perderei addirittura 150 euro di pensione al mese. M.F. - Roma

La risposta. Non è possibile stabilire l'esattezza dei conteggi effettuati, in quanto – anche conoscendo i dati stipendiali degli ultimi anni della carriera lavorativa del lettore – il calcolo è oltremodo complesso, tenuto conto delle tre quote di pensione (quota A e B, calcolate con il sistema retributivo e quota C, con il sistema contributivo) che determinano il risultato finale. Certamente, nel caso in cui si chiedesse il part-time, l'importo della pensione sarebbe inferiore a quello che sarebbe spettato rimanendo in full-time. Comunque, per poter valutare la differenza tra i due importi occorre tenere presente che, per il periodo di calcolo della pensione con il sistema retributivo dal 1978 al 2011, in caso di part-time, la misura del trattamento di quiescenza è stabilita dall'articolo 8 della legge 554/88, la quale sancisce che il periodo di lavoro a tempo parziale: ai fini del diritto al trattamento di pensione, è utile per intero; ai fini della misura del trattamento di pensione, dev'essere ricondotto ad anni interi, moltiplicandolo per il coefficiente risultante dal rapporto tra orario settimanale di servizio ridotto ed orario di servizio a tempo pieno; ai fini della base del calcolo, si considerano le retribuzioni previste per la corrispondente posizione di lavoro a tempo pieno.
Quindi, in pratica, i periodi di lavoro a part–time vengono valutati per intero ai fini del diritto al trattamento di quiescenza, mentre vengono proporzionalmente ridotti a fini della misura della prestazione stessa.
Inoltre, per il periodo di calcolo dal 1° gennaio 2012 alla data di cessazione dal servizio (sistema contributivo), il calcolo della pensione dipende esclusivamente dalla contribuzione versata negli anni, pari al 33% della retribuzione spettante, che determina il montante contributivo da moltiplicare per il coefficiente di trasformazione, corrispondente all'età anagrafica di cessazione dal servizio.

Il quesito è tratto dall’inserto L’Esperto risponde, in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 4 dicembre.

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