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Per le Casse pronto un decreto sull’autonomia

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Per le Casse pronto un decreto sull’autonomia

La previdenza dei professionisti si apre al welfare integrato e condiviso tra più Casse. Una strada che secondo il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta va sostenuta e incentivata. In collegamento video con il “Forum in previdenza” organizzato a Lazise dalla Cassa di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti Baretta sostiene che “razionalizzare la capacità di offrire servizi e prestazioni con una logistica che metta insieme le diverse Casse aiuta ha offrire prestazioni di qualità e permette di ridurre costi di gestione, ma - aggiunge - per fare in modo che questo avvenga dobbiamo risolvere alcuni problemi che le Casse hanno di vincoli gestionali imposti da un equivoco che va chiarito.

Le Casse sono a controllo pubblico perché hanno una responsabilità primaria che è quella delle pensioni ma contemporaneamente una vocazione privatistica, bisogna che gli diamo più margini nella capacità di gestione”.

Baretta suggerisce anche la soluzione: “Nel periodo che va dallo scioglimento delle Camere alle elezioni il governo può dar corso ai decreti legislativi già in essere e tra questi ne abbiamo che ha l'obiettivo di chiarire i confini tra l'utilità pubblica e la natura privata delle Casse, se c'è condivisione politica può essere il momento adatto per tirarlo fuori”.

Promotori dell'iniziativa di welfare condiviso - ora allo studio - la Cassa di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti insieme a Cassa forense. Di questo progetto “inclusivo e non esclusivo” - perché in prospettiva aperto anche ad altri enti previdenziali - si è parlato ieri a Lazise.
Questa iniziativa segna un importante cambio di passo. La previdenza non guarderà più solo alla pensione, e segnali in questo senso si sono registrati anche in questi anni, ma deve ampliare il proprio raggio di intervento verso un'assistenza che, dato l'aumento della vita media, diventerà sempre più necessaria.

Secondo il presidente di cassa dottori Walter Anedda “il futuro della previdenza si baserà molto anche sull'assistenza” e ricorda che quando nel 2000 la Cnpadc e Cassa forense fecero una polizza sanitaria per gli iscritti venne contestata dai tecnici dei ministeri perché era una cosa così non era mai stata fatta prima”. Anedda oggi confida nella capacità dei ministeri di accompagnare questi mutamenti necessari “perché non si può pensare di affrontare i bisogni di domani utilizzando la previdenza di ieri”.
Ma perché le Casse di previdenza possono giocare un ruolo importante nell'assistenza?

Con il crescere dell'età i bisogni aumentano ma costano. Interventi complementari di tipo assistenziale a enti che possono contare su migliaia di iscritti (cassa forense 240mila, Cassa dottori commercialisti quasi 70mila) costano molto meno. Per fare un esempio pratico, la polizza sanitaria di base che Cassa dottori offre a tutti i propri iscritti costa 102 euro l'anno per persona e copre i grandi interventi, il long term care, il check up gratuito.

Un unicum nel panorama della previdenza e assistenza dei professionisti è oggi rappresentato dalla Casagit, la Cassa sanitaria dei giornalisti italiani, ospite ieri a Lazise e soggetto non estraneo a questa nuova iniziativa di welfare condiviso. Casagit nata come ente di assistenza per i giornalisti sta studiando come aprirsi all'esterno, mossa necessaria per poter crescere data anche la crisi dell'editoria che ha visto negli anni ridursi il numero di giornalisti assunti e i loro redditi.

Il suo direttore generale Francesco Matteoli spiega in due parole perché è importante che enti come le Casse uniscano le forze per offrire assistenza “Noi a differenza d un'assicurazione sanitaria non dobbiamo remunerare gli azionisti e siamo uniti da valori condivisi”.

Il dialogo per un progetto condiviso è stato avviato, ed entro luglio sarà chiaro se si potrà concretizzare e come.

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