Norme & Tributi

Tenuità per tentato furto se il valore è scarso rispetto alla…

Reati contro il patrimonio

Tenuità per tentato furto se il valore è scarso rispetto alla «ricchezza» del supermercato

Attenuante del danno di speciale tenuità in favore dell’immigrato irregolare che tenta di rubare poco più di 200 euro di cosmetici all’Esselunga per rivenderli e mandare i soldi alla madre. Il pregiudizio economico, anche se il furto fosse andato a segno, sarebbe stato poca cosa se rapportato alle capacità economiche del noto supermercato. La prima sezione penale del tribunale di Firenze, (sentenza 3148) usa il «criterio soggettivo sussidiario di valutazione» nel giudicare - ai fini dell’applicazione dell’attenuante - la condotta di un tunisino, classe 1982, che, avendo perso il lavoro di manovale, si “arrangiava” con dei furti per recuperare dei soldi da mandare a casa.

Un’abitudine che risultava dalla lettura dei suoi precedenti. Nello specifico era stato bloccato da un vigilantes che, tenendolo d’occhio per il suo comportamento sospetto, lo aveva visto mentre arraffava, incurante di proprietà e composizioni, una manciata di creme di bellezza dagli scaffali del supermarket. Quando la guardia giurata lo aveva fermato oltre le casse, superate ovviamente senza pagare, l’uomo l’aveva spintonata: da qui l’imputazione per rapina. Ma il tribunale di Firenze usa la mano più leggere ad iniziare dall’imputazione che, in linea del resto con la pubblica accusa, riqualifica come tentato furto. Per i giudici, infatti, il furto non può dirsi consumato perchè la merce non è mai stata sfuggita al controllo del suo legittimo proprietario vista l’accortezza del vigilantes. Nè si poteva parlare di rapina per l’uso della violenza, visto che la stessa guardai giurata aveva riferito di aver ricevuto una “leggera spinta”. Per finire c’è anche l’attenuante della speciale tenuità del danno prevista dall’articolo 64 n.4 del Codice penale. Se il “colpo” riguardava merce del valore di 225,75 euro: una somma esigua se rapportata, in base al criterio soggettivo sussidiario, alle condizioni economiche della parte offesa. I giudici non riconoscono però altre attenuanti generiche né la sospensione condizionale o la non menzione della condanna. Vista la condizione di disoccupato del reo, infatti, non si può essere così ottimisti da escludere la possibilità di future ricadute.

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