Norme & Tributi

Contro il treno con il trattore, assolto il contadino

le sentenze della cassazione

Contro il treno con il trattore, assolto il contadino

Per la riforma di una decisione assolutoria, occorre che la sentenza di appello abbia una forza persuasiva superiore, tale da stroncare ogni ragionevole dubbio, intrinseco alla stessa situazione di contrasto. È il motivo per cui la Cassazione ha confermato la non colpevolezza di un contadino che, nel 2011, causò un grave incidente ferroviario, attraversando i binari della Palermo-Trapani, alla guida del suo trattore. Inevitabile fu l'impatto con il treno proveniente da Palermo: a bordo, fortunatamente, soltanto sei persone rimaste illese.

Pericolo di disastro ferroviario l'accusa imputata all'uomo: gli si contestava una condotta contraddistinta da negligenza, imprudenza e imperizia. Ma il tribunale di Trapani lo scagionò, con la formula che «il fatto non costituisce reato».

Di tutt'altro avviso la Corte di appello che, all'esito del gravame proposto dal pg, condannava il contadino a quattro mesi di reclusione, oltre che al risarcimento del danno subito dalla parte civile. Colpo di scena in Cassazione: su ricorso dell'imputato, i giudici della Suprema Corte annullano la sentenza di appello.

Il pericolo di disastro - si legge nella sentenza 828 dell'11 gennaio - non può essere presunto, ma deve persistere concretamente, in dipendenza della condotta dell'agente. Nel caso specifico - argomentano i giudici – la Corte di merito avrebbe dovuto verificare se la violazione della regola cautelare, che si presume violata, avrebbe reso evitabile il pericolo, tenendo conto delle modalità concrete dell'incidente. E provare, anche, l'effettiva sussistenza del nesso causale tra evento e condotta.
Ma così non è stato.

La radicale riforma, in appello, di una sentenza di assoluzione - argomentano i giudici nella sentenza - non può essere fondata su valutazioni semplicemente diverse dello stesso compendio probatorio pari, o perfino di minore razionalità e plausibilità, rispetto a quelle sviluppate dalla sentenza di primo grado, ma deve fondarsi su elementi dotati di effettiva e scardinante efficacia persuasiva, in grado di fugare ogni ragionevole dubbio.
In più, mancanza di elementi nuovi, l'eventuale rivisitazione in senso peggiorativo di quanto deciso in appello, deve essere sorretto da argomenti dirimenti e tali da evidenziare oggettive carenze o insufficienze della decisione assolutoria.

E non è questo lo scenario che prefigura il caso. Per il contadino, quindi, assoluzione scontata.

© Riproduzione riservata