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Dubai presto non sarà più un rifugio sicuro: trattato di estradizione più vicino

  • – della redazione Norme

Il trattato di estradizione tra Italia ed Emirati Arabi, firmato nel 2015, potrebbe entrare in vigore a breve: le due parti, infatti, hanno concordato un passaggio normativo legato alla pena di morte che ne impediva la ratifica da parte italiana.

L'intesa, avvenuta nell'ambito della missione ad Abu Dhabi del ministro degli Esteri Angelino Alfano, può aprire la strada al rientro in Italia di diversi latitanti rifugiati nel Golfo. Nei giorni scorsi, era emerso dai media che gli Emirati potrebbero espellere presto i pregiudicati italiani per creare una “comunità più sicura” dopo essere diventati meta di diversi criminali arrivati dall'estero negli ultimi anni. Il via libera del trattato con Roma può accelerare la procedura.

Durante la visita di Alfano, Italia ed Emirati hanno perfezionato un protocollo interpretativo che - spiega la Farnesina - “subordina in maniera stringente” la concessione dell'estradizione alla non applicazione della pena di morte, quando prevista dalla legislazione emiratina. In questo modo, si superano gli ostacoli normativi italiani e può partire l'iter parlamentare di ratifica del trattato nella nuova legislatura, dopo il voto del 4 marzo.

A Dubai - elenca l’Ansa - vivono diversi italiani con problemi con la giustizia. L'ultimo in ordine di tempo è il cognato di Gianfranco Fini, Giancarlo Tulliani, sul quale la giustizia romana aveva emesso un'ordinanza di arresto per riciclaggio.

A Dubai vive anche Amedeo Matacena, l'ex parlamentare di Forza Italia condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, negli Emirati da quattro anni.

Sempre negli Emirati si trova il narcotrafficante ritenuto vicino al clan degli scissionisti Raffaele Imperiale, in fuga da gennaio 2016.

Profili del tutto diversi, latitanza a parte, quelli di Samuele Landi, ex ceo di Eutelia, condannato in primo grado a nove mesi nel 2015 per il crac della società, e del costruttore Andrea Nucera, accusato di presunti abusi in una lottizzazione.

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