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La Cassazione ribadisce: il furto è compiuto se si superano le casse

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la sentenza

La Cassazione ribadisce: il furto è compiuto se si superano le casse

(Fotogramma)
(Fotogramma)

Anche la momentanea disponibilità del bene configura il reato di furto consumato. Ancora una volta la Cassazione - sentenza 6501 del 9 febbraio 2018 - torna sul tema, prendendo in esame un caso avvenuto a Orio al Serio, dove un trentenne ha ceduto all'irresistibile richiamo di un drone esposto sugli scaffali di un grande centro commerciale. Circa 500 euro il valore della merce, che l'uomo è riuscito con lestezza a portare fuori dal negozio, eludendo i controlli. Ma il momento di gloria è durato pochi minuti, il tempo - per i vigilantes- di intervenire.

Eppure, nonostante non sia riuscito a provare neanche l'ebbrezza di un breve volo, i giudici hanno considerato compiuto - e non tentato - il furto.
Il cuore della decisione è racchiuso in una massima che da anni fa scuola: «Costituisce furto consumato e non tentato quello che si commette all'atto del superamento della barriera delle casse di un supermercato con merce prelevata dai banchi e sottratta al pagamento, non assumendo rilievo che il fatto sia avvenuto sotto il costante controllo del personale di sorveglianza».

A spezzare questa linea è stata una sentenza depositata nel 2014 (la 52117). Prendendo in esame un caso di furto avvenuto sotto l'occhio vigile delle telecamere e stoppato soltanto all'uscita delle casse, le Sezioni Unite penali decretarono il furto tentato e non consumato. In quel caso il sottile confine oltre il quale muta la configurazione del reato (le casse preposte ai pagamenti) ha perso qualsiasi valore interpretativo e la scelta ermeneutica si è giocata tutta sul combinato disposto di due elementi: la sfera di controllo del bene da parte del proprietario (che non è venuta mai meno) e la scelta consapevole e ponderata da parte dei vigilantes di intervenire tardivamente, per avere contezza delle cattive intenzioni del ladro.

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