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Nuove norme tecniche: professionisti soddisfatti ma tempi troppo lunghi

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Edilizia

Nuove norme tecniche: professionisti soddisfatti ma tempi troppo lunghi

Consenso largo per le nuove Norme tecniche per le costruzioni, ormai a un passo dalla Gazzetta ufficiale, a dieci anni dalla precedente versione. I professionisti tecnici approvano lo spirito delle nuove Ntc, mettendo in testa alle loro preferenze soprattutto una novità: i criteri più leggeri per gli edifici esistenti. Non tutto, però, è positivo. Restano degli elementi da migliorare. A partire dai controlli sui progetti e dalla pianificazione della messa in sicurezza. Senza dimenticare la posizione critica dei geologi sulle indagini che li riguardano più direttamente.

Ingegneri: servono più controlli

C’è, allora, il tema dei tempi troppo lenti, come dice il presidente degli ingegneri italiani, Armando Zambrano: «Dieci anni sono un po’ troppo per un aggiornamento. Sarebbero serviti tempi più rapidi». Questo, però, non esclude che si tratti di un «risultato importante soprattutto la parte sulle costruzioni esistenti». In questo modo sarà possibile «spalmare risorse per la messa in sicurezza, che sono limitate, su un numero più grande di fabbricati».

Al di là della normazione, però, restano temi aperti, che riguardano la sostanza dei controlli che vengono effettuati per applicare le norme. «Serve – dice Zambrano - una classe professionale pubblica che sia in grado di fare le verifiche. Per questo ci aspettiamo interventi sulle strutture deputate a fare i controlli sui progetti, perché queste regole non restino solo su carta».

Architetti: norme positive ma restano criticità

Un problema di sostanza degli interventi c’è anche per Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti. Le novità approvate sono «positive ma cogliamo sempre il grande neo che è quello di non tenere conto della sicurezza del patrimonio esistente. In altre parole, per chi decide di intervenire ci sono delle regole.

Per gli altri, invece, resta una lacuna normativa, perché nessuno controllerà mai le loro case. Vorremmo che ci fosse un’attenzione maggiore in tal senso, che potrebbe derivare dal fascicolo di fabbricato». La nuova normativa, comunque, «porta novità di importanza fondamentale per il settore».

Geometri: tempi troppo lunghi

Maurizio Savoncelli, presidente del Consiglio nazionale dei geometri, mette soprattutto l’accento sui tempi. «Stiamo parlando della revisione delle Ntc del 2008, che era partita subito dopo la pubblicazione di queste norme. Sono passati dieci anni e in mezzo c’è stato un terremoto devastante. Ci saremmo aspettati dei tempi diversi: in futuro dovremo trovare il modo per avviare da subito il processo di modifica delle leggi».

Detto questo, comunque, è corretto lo spirito della norma, che è quello «di andare incontro a una spalmatura della sicurezza su un campione maggiore di fabbricati. Con questa norma si aprono finalmente le porte al miglioramento».

Geologi: servono indagini unificate

E anche per Raffaele Nardone, tesoriere del Consiglio nazionale dei geologi, «l’esito finale ci soddisfa» anche se «permangono delle criticità». Il problema, per la sua categoria, riguarda le indagini geologiche che, nell’assetto finale delle Norme tecniche, sono state divise in due fasi dopo una lunga polemica: una prima, affidata al solo geologo, e una seconda (l’indagine geotecnica) nella quale interviene anche l’ingegnere.

«Sarebbe stato meglio arrivare a un’indagine unificata, nella quale far convergere l’apporto di tutti i progettisti specialisti. Alla fine, però, sono prevalse altre culture, ma noi continueremo a dare battaglia».

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