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Trasporto rottami, semplificati gli adempimenti

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Trasporto rottami, semplificati gli adempimenti

Al via la semplificazione per la raccolta e il trasporto dei rifiuti non pericolosi di metalli ferrosi e non ferrosi. Il nuovo sistema è oggetto del decreto del Direttore generale per i rifiuti e l'inquinamento del ministero dell'Ambiente 1° febbraio 2018 (Gazzetta ufficiale dell'8 febbraio 2018, n. 32) e attua quanto previsto dal comma 123 dell'articolo 1 della legge 124/2017. Per completare la semplificazione, l'Albo gestori ambientali deve varare le modalità semplificate di iscrizione per l'esercizio delle attività e i quantitativi annui massimi raccolti e trasportati per poter fruire dell'iscrizione semplificata (comma 124, articolo 1, legge 124/2017).

Le associazioni di volontariato e gli enti religiosi che raccolgono e trasportano tali rifiuti, di provenienza urbana e in modo occasionale, devono operare d'intesa con i Comuni e iscriversi all'Albo gestori ambientali, il quale stabilirà le modalità per la temporanea iscrizione dei veicoli concessi in uso. Per “raccolta e trasporto occasionale” si intende l'attività svolta per non più di quattro giorni annui, anche non consecutivi, per quantità non superiori a 100 tonnellate/anno. A tal fine, dovrà essere fornita apposita prova da parte di chi vuole valersi di questa previsione.

Il decreto, limitatamente a rifiuti non pericolosi di metalli ferrosi e non ferrosi, si occupa della microraccolta. Un fenomeno esteso che si concreta nella raccolta di rifiuti da parte di un unico soggetto presso più produttori o detentori, svolta con lo stesso automezzo e da realizzarsi nel più breve tempo tecnicamente possibile. Il decreto definisce le modalità di compilazione del formulario e agevola la tenuta dei registri di carico e scarico. Finora era necessario compilare un nuovo formulario ad ogni presa. Adesso, poiché in caso di microraccolta cambia solo il produttore/detentore, l'articolo 3 del decreto stabilisce che i rifiuti in argomento sono accompagnati dal formulario introdotto con l'allegato A. Questo consente annotazioni “multiple”, fino a un massimo di 10, su un unico formulario che contiene una serie di produttori/detentori mentre il trasportatore e il destinatario restano, ovviamente, gli stessi come le caratteristiche del rifiuto e il codice europeo. Se si superano i 10 produttori, il trasportatore annota un formulario aggiuntivo. Una serie di caselle ospitano le quantità che in termini di chili/litri, peso lordo e tara, corrispondono a ciascun produttore/detentore.

Il formulario è emesso in quattro copie dal trasportatore che fa compilare, datare e firmare da ogni produttore/detentore le copie. Una copia rimane all'ultimo produttore/detentore e le altre tre restano al trasportatore. Queste sono date e controfirmate in arrivo dal destinatario che ne conserva una, mentre l'altra è conservata dal trasportatore. Il destinatario restituisce la quarta copia in originale all'ultimo produttore e trasmette, anche tramite Pec, una fotocopia del formulario agli altri produttori/detentori intervenuti. Ciascuno conserva la copia per cinque anni. Il destinatario annota nel registro il peso totale accettato e annota/allega l'elenco dei singoli conferitori con i relativi pesi/volumi. Per la compilazione, il decreto richiama l'allegato C al Dm 145/1998 e la circolare 4 agosto 1998.

Le caratteristiche di pericolo e quelle relative all'Adr sono inserite solo se i rifiuti sono sottoposti ad Adr. Sul punto, il decreto confonde perché i rifiuti non pericolosi, per definizione normativa, non possono avere le caratteristiche di pericolo di cui al Dlgs 152/2006 e i criteri di pericolosità Adr non vanno confusi con quelli dei rifiuti. Infatti, ci sono rifiuti pericolosi non soggetti ad Adr e, viceversa, rifiuti non pericolosi soggetti ad Adr (limatura, polveri trucioli di metalli ferrosi - Cer 120101 e 120202; Adr: UN2793 ,-ritagli, trucioli, torniture o rifili di metalli ferrosi - che possono essere sotto forma autoriscaldante).

Le sanzioni restano, ovviamente, quelle di cui all'articolo 258, Dlgs 152/2006 e il formulario deve essere vidimato. Nulla vieta, comunque, l'uso del regime ordinario.

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