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Il padre paga le cure estetiche per la minore se rimuovono un disagio

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Il padre paga le cure estetiche per la minore se rimuovono un disagio

(Agf)
(Agf)

Sì al rimborso delle spese straordinarie per le cure estetiche, anticipate dal genitore affidatario per la figlia minore, se sono finalizzate a rimuovere una situazione di disagio. Per la Corte di cassazione (sentenza 5490) non possono essere considerati nè inutili nè futili i trattamenti estetici alla quale si era sottoposta la minore per eliminare dal viso una peluria «anomala per un soggetto di sesso femminile» fonte per la ragazzina di notevole imbarazzo. I giudici della prima sezione civile hanno così respinto il ricorso del padre della ragazza, nata da una relazione more uxorio, il quale negava di dover rimborsare alla ex compagna poco più di 5 mila euro: la quota dovuta per il trattamento al quale si era sottoposta la figlia. A detta dell’uomo, infatti, in assenza di una concertazione preventiva e di prescrizioni mediche che attestassero l’utilità della “cura”, l’intervento si doveva considerare futile e inutile e dunque il denaro richiesto dalla madre affidataria non era dovuto.

La Suprema corte respinge il ricorso, ricordando che non è ipotizzabile a carico del genitore affidatario un obbligo di informazione né un accordo preventivo, sulla determinazione delle spese straordinarie se queste riguardano una decisione di «maggiore interesse» per il figlio. Di conseguenza il genitore non affidatario è tenuto al rimborso nel caso non abbia tempestivamente fornito validi motivi di dissenso. Nel caso esaminato il ricorrente si era limitato - nel giudizio di merito - a contestare le spese straordinarie senza essere convincente riguardo alla loro futilità . Per i giudici deve dunque partecipare ad esborsi che sono stati utili ad eliminare una situazione tale da creare complessi alla figlia. Non passa neppure il no del ricorrente alla scuola privata, i cui orari, erano maggiormente compatibili con gli impegni di lavoro della madre.

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