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Terzo settore, le proposte dei commercialisti

correzioni alla riforma

Terzo settore, le proposte dei commercialisti

Consentire alle associazioni sportive dilettantistiche che si iscriveranno al Registro unico del terzo settore di mantenere il regime fiscale della legge 398/1991. Recuperare la decommercializzazione dei corrispettivi specifici stabilita dall’articolo 148, comma 3 del Tuir per le associazioni culturali e di formazione extrascolastica. Prevedere la non imponibilità dei proventi delle raccolte fondi per gli enti del terzo settore non commerciali, se destinano il ricavato a svolgere le attività di interesse generale (con modalità non commerciali).

Sono queste alcune proposte di modifica al Codice del terzo settore inviate dal Consiglio nazionale dei commercialisti al ministero del Lavoro, redatte anche con il contributo del gruppo di studio su questa materia istituito presso il Consiglio nazionale.

Il Codice del Terzo settore (Dlgs 117/2017) rende possibile infatti l’emanazione di decreti correttivi entro 12 mesi dall’entrata in vigore dei decreti attuativi della riforma. Il termine per la loro approvazione è fissato al 3 agosto 2018. Il lavoro sui decreti attuativi e correttivi sta proseguendo nei tavoli tecnici anche in queste settimane.

Il mantenimento delle agevolazioni fiscali previste per le associazioni sportive dilettantistiche dalla legge 398/1991 sarebbe un incentivo all’iscrizione nel Registro unico: in base alle disposizioni del Codice in vigore oggi, infatti, l’iscrizione al Registro unico farebbe venire meno il vecchio regime fiscale a favore dei nuovi regimi previsti dalla riforma, imponendo agli enti una valutazione di convenienza fra nuove e vecchie regole. Questi enti sono iscritti al registro delle associazioni e società sportive dilettantistiche tenuto dal Coni: la proposta del Cndcec punta a rendere compatibile l’iscrizione al Coni con quella al Registro unico, anche per favorire una maggiore trasparenza verso l’esterno degli enti.

Un’altra proposta di modifica riguarda l’articolo 30 del Codice: estendere l’obbligo di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, alle associazioni riconosciute oltre che alle fondazioni del Terzo settore.

Il Consiglio nazionale ha formulato emendamenti anche in materia di rendicontazione finanziaria (articolo 13), suggerendo alcune rettifiche terminologiche con lo scopo di fare chiarezza sul contenuto dei bilanci, e altre modifiche per conciliare la tempistica della predisposizione dei documenti di sintesi, coordinando le previsioni civilistiche con quelle fiscali.

«Gli accorgimenti proposti - spiega il Consigliere nazionale Maurizio Postal, delegato al Terzo settore - potrebbero apportare miglioramenti significativi, rendendo più fruibile l’attuazione della riforma. Le nostre proposte - continua - toccano prevalentemente le tematiche di natura professionale che possono incidere sul buon funzionamento degli enti del Terzo settore e intendono fare chiarezza sul coordinamento di alcune disposizioni del Dlgs 117/2017 con la disciplina pre-esistente e tutt'oggi, per molti aspetti, ancora vigente».

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