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Imprese e famiglie, il magro bilancio dei nuovi voucher

LAVORO

Imprese e famiglie, il magro bilancio dei nuovi voucher

(Ansa)
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Poco meno di 17mila famiglie, 42mila imprese e 65mila lavoratori registrati alla piattaforma informatica dell’Inps. È questo il bilancio dei “nuovi” voucher per il lavoro occasionale a otto mesi dal via del sistema che ha mandato in soffitta il tagliando cartaceo e aperto un doppio binario per cittadini e aziende. La stretta è evidente rispetto al passato: i vecchi “tagliandi” abrogati un anno fa (il 17 marzo 2017), in 12 mesi erano arrivati a coinvolgere quasi 1,8 milioni di lavoratori. Dove sono finiti? Una parte può essere rintracciata tra gli assunti “a tempo determinato”: crescono i contratti di somministrazione (59mila in più secondo l’Inps da gennaio 2017 a gennaio 2018) e ancor più quelli intermittenti (+120mila).

IL CONSUNTIVO DEI PRIMI OTTO MESI
Libretto famiglia e contratto di prestazione occasionale. Registrazioni, versamenti e pagamenti dal 10 luglio 2017 al 5 marzo 2018 (Fonte: elaborazione Il Sole 24 Ore su dati Inps)

Tutto questo, però, non basta a scacciare il timore che una parte dei “vecchi voucheristi” sia tornata al sommerso. E soprattutto appare evidente il flop del libretto famiglia: a gennaio i lavoratori pagati con questo strumento sono stati poco più di 3mila con un importo mensile (lordo) di 200 euro. Considerando l’intero periodo tra luglio e marzo - secondo i dati forniti dall’Inps al Sole 24 Ore - si arriva a circa 6mila lavoratori occasionali impiegati dalle famiglie su un totale di 48mila effettivamente all’opera (il 75% di quelli registrati alla piattaforma web).

L’intento nobile di scongiurare gli abusi sembra aver prodotto un nuovo quadro di regole macchinoso soprattutto per le famiglie, con un labirinto di passaggi, che poco si conciliano con l’utilizzo “spiccio” che dovrebbe, invece, caratterizzare queste attività.

La famiglia e il lavoratore sono obbligati a seguire una procedura sul portale Inps che prevede una serie di passaggi: identificazione, registrazione, deposito della provvista, denuncia/comunicazione e consuntivazione. Per registrarsi è indispensabile il Pin Inps, o in alternativa le credenziali Spid o della Carta nazionale dei servizi. In pratica, le famiglie devono aprire una specie di conto dove accumulare la “provvista” per pagare le prestazioni occasionali. Le somme versate però non sono immediatamente utilizzabili, ma servono una decina di giorni, e viene così meno la rapidità d’impiego dei voucher. Pensiamo a chi deve assumere in tempi brevi un lavoratore, ad esempio nel fine settimana: per procedere dovrebbe partire almeno dieci giorni prima con tutti gli adempimenti.

I versamenti finora effettuati superano i 44 milioni di euro, di questi appena 4,8 per il libretto famiglia. Dopo aver lavorato, il “collaboratore” deve accedere al sito, confermare di aver eseguito la prestazione, e attendere di essere pagato (non subito, ma il 15 del mese successivo alla prestazione), con accredito delle somme su conto corrente bancario/postale, libretto postale, carta di credito o tramite bonifico domiciliato che si può incassare in Posta. Rispetto ai vecchi voucher, insomma, che si potevano acquistare e riscuotere direttamente dal tabaccaio, procedura e tempi sono oggettivamente più complicati e lunghi.

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