Norme & Tributi

Al via il maxi-ordine per 200mila professionisti della sanità

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Al via il maxi-ordine per 200mila professionisti della sanità

Oltre 200mila i professionisti sanitari – di 19 diversi profili, dai tecnici di radiologia ai logopedisti, dai fisioterapisti agli audioprotesisti – da questa settimana dovranno iscriversi al nuovo maxi-ordine creato con la Legge Lorenzin (3/2018), quello dei «Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione». A dare il via, la pubblicazione in Gazzetta del Dm Salute sulla «Costituzione degli Albi delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione». Ed entro 18 mesi il sistema dovrà essere a regime.

Una svolta epocale che trasforma la maggior parte delle professioni della salute in «Organismo sussidiario dello Stato», con responsabilità e ruoli del tutto nuovi nei processi decisionali che riguardano l’assistenza. E che fa da spartiacque nella giungla dell’abusivismo. Perché se un fisioterapista, un podologo o un dietista tra un anno e mezzo non sarà regolarmente iscritto all’Ordine, non potrà lavorare. Neanche come libero professionista o nel privato.

Chi entra nel nuovo albo
I numeri delle professioni sanitarie coinvolte nell'unificazione

Nel Dm viene infatti ribadita l’obbligatorietà dell’iscrizione all’albo (tecnici di radiologia e assistenti sanitari già ne avevano uno, gli altri 17 profili devono crearlo). Tra i requisiti, il possesso della laurea abilitante o di un titolo equipollente o equivalente alla laurea abilitante. Un aspetto delicatissimo, quello della valutazione dei titoli, che nei 18 mesi che seguiranno (periodo transitorio) sarà tutto nelle mani dei rappresentanti delle associazioni maggiormente rappresentative (da uno a cinque per ogni professione designati per ogni regione), che in base ai titoli proporranno l’iscrizione del singolo professionista. Un esercito di un migliaio di rappresentanti che dovrà gestire il complesso processo, vicariando una funzione che in futuro sarà in capo alle Commissioni d’albo. Una procedura ad alto rischio contenzioso – soprattutto per le professioni riabilitative, che scontano un’ampia eterogeneità dei titoli di formazione – che gli uffici legali del neonato Ordine multi-professione si preparano ad affrontare.

Una volta superato il guado del periodo transitorio ed eletti gli organi direttivi, sarà poi compito del maxi-Ordine verificare il possesso dei titoli abilitanti all’esercizio professionale e curare la tenuta e la pubblicità, anche telematica, degli albi dei professionisti. Quindi iscrivere i professionisti all’Ordine nel rispettivo albo, compilare e tenere gli albi dell’Ordine e pubblicarli all’inizio di ogni anno. Lo stesso nuovo Ordine dovrà poi proporre all’approvazione dell’assemblea degli iscritti la tassa annuale, anche diversificata tenendo conto delle condizioni economiche e lavorative degli iscritti, necessaria a coprire le spese di gestione, nonché la tassa per il rilascio dei pareri per la liquidazione degli onorari. Infine adottare e dare esecuzione ai provvedimenti disciplinari. Di rilievo l’impatto sulle tasche del professionista, che tra tassa governativa, marca da bollo, diritti di segreteria e quota annuale pagherà oltre 200 euro.

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