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L’Avvocato Ue chiede di recuperare l’Ici 2006-2011…

FISCO ED EUROPA

L’Avvocato Ue chiede di recuperare l’Ici 2006-2011 «abbuonata» alla Chiesa

Contrordine. L’Ici non pagata a suo tempo dagli enti ecclesiastici per la deroga bocciata dalla commissione Ue come aiuto di Stato va recuperata. Lo chiede, nelle sue conclusioni diffuse ieri, l’avvocato generale della Corte Ue, che propone di scrivere un nuovo capitolo nella saga infinita degli sconti Ici a Chiesa ed enti non commerciali.
L’Ici non esiste più dal 2012, e anche se con fatica ha superato l’esame Ue con l’obbligo di pagamento per gli immobili degli enti non commerciali utilizzati per attività di mercato. Ma l’Ici continua a essere al centro delle obiezioni europee.

Nel mirino dell’avvocato generale, in una causa promossa da due scuole italiane, è finita la sentenza del Tribunale, e la decisione della commissione, con cui si riteneva corretta l’idea di non recuperare il gettito perso negli sconti fiscali illegittimi per la difficoltà di ricostruire ex post quali immobili fossero stati nel tempo dedicati ad attività «commerciali», e quindi fossero da sottoporre a tassazione, e quali no.

Secondo il ragionamento dell’Avvocato generale, le difficoltà organizzative di uno Stato, che proprio a causa delle esenzioni a maglie larghe non si è occupato di monitorare le tipologie di occupazione degli immobili, non giustificano l’eccezione alla regola, che impone il recupero degli aiuti giudicati illegittimi. Se la Corte accoglierà l’obiezione, fisserà un nuovo principio importante: e aprirà una sfida organizzativa complicatissima per il fisco italiano, che dovrà cercare di capire quali immobili della Chiesa e del non profit sono stati utilizzati con «modalità commerciali» fra 2006 e 2011, e quindi devono tornare alla cassa per pagare la vecchia Ici

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