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Pensioni, si sblocca l’Ape volontario: come presentare la domanda

SBLOCCATO L’ITER

Pensioni, si sblocca l’Ape volontario: come presentare la domanda

È possibile da oggi presentare la domanda per l'Ape volontario, il meccanismo di anticipo della pensione attraverso un finanziamento bancario. È diventato finalmente operativo l'ultimo tassello che mancava: la piattaforma informatica per lo scambio di informazioni tra Inps, banche che finanzieranno l'operazione e le imprese di assicurazione che copriranno il caso di morte dei beneficiari.
L'istituto di previdenza ha comunicato ufficialmente che, al momento, sul fronte bancario ha aderito all'operazione Intesa Sanpaolo, mentre su quello assicurativo, si registra la partecipazione di Unipol e Allianz.

I lavoratori che hanno già ottenuto la certificazione dei requisiti per l'Ape volontario possono quindi presentare la relativa domanda. In particolare lo deve fare entro il 18 aprile chi, tra gli oltre 5.000 aventi diritto a ottenere anche le mensilità arretrate dal 1° maggio 2017, vuole effettivamente esercitare questa opzione.

In base alla normativa, infatti, l'erogazione retroattiva dell'Ape è consentita per le domande presentate entro 6 mesi dalla pubblicazione del decreto della presidenza del consiglio dei ministri che ha attuato la misura di flessibilità pensionistica prevista dalla legge di bilancio 2017.

Per presentare la domanda è necessario avere un'identità digitale (codice) Spid almeno di secondo livello o ci si può affidare a un intermediario abilitato. Nella domanda si deve indicare l'istituto bancario prescelto (al momento è disponibile solo Intesa Sanpaolo) e l'impresa assicurativa per il rischio premorienza. Le condizioni economiche del prestito e della polizza comunque non variano da un intermediario all'altro, in quanto definite nell'ambito degli accordi sottoscritti tra i ministeri competenti, Abi e Ania.

A poca distanza di tempo dall'avvio della piattaforma, Intesa Sanpaolo sta già lavorando le prime 100 domande presentate dai futuri “apisti”. Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori ha sottolineato che la scelta di finanziare l'Ape è «in coerenza con il nostro più ampio impegno a mettere a disposizione strumenti in grado di dare maggior sicurezza alla terza fase della vita tramite un ventaglio di soluzioni, dalle forme di previdenza complementare alla tutela della propria salute e dei propri cari con soluzioni assicurative mirate».

L’Ape volontario è un reddito ponte che si può percepire quando mancano non più di 43 mesi di distanza dalla pensione di vecchiaia e si hanno almeno 20 anni di conributi previdenziali. È alimentato da un finanziamento e l’importo che viene utilizzato prima della pensione va poi restituito una volta raggiunti i requisiti per il pensionamento tramite una trattenuta sull’assegno previdenziale per 20 anni (con possibilità di estinzione anticipata su decisione dell’interessato). L’Ape può essere utilizzato come scivolo verso la pensione smettendo completamente di lavorare, oppure abbinato a un’attività part time in quanto è compatibile con il reddito da lavoro.

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