Norme & Tributi

Its, criteri più stringenti per favorire la qualità

  • Abbonati
  • Accedi
L'Analisi|l’analisi

Its, criteri più stringenti per favorire la qualità

Senza scomodare la Germania e le sue “Fachhochschulen” - che sono un benchmark assoluto nella formazione post diploma ma appartengono ancora a un altro pianeta sia per tradizione che per dimensioni - anche gli Its italiani si stanno rivelando una realtà di eccellenza. Che andrebbe sostenuta e incoraggiata. In un Paese con la disoccupazione giovanile al 32,8% avere una gamba del sistema di istruzione che occupa l’82% dei suoi giovani a un anno dal diploma è di per sé un valore. Farlo con fondi che, prima dell’integrazione prevista dalla legge di bilancio 2018, ammontavano allo 0,18% del finanziamento del sistema universitario raddoppia tale valore.

Se è vero che il primo tassello è arrivato con l’iniezione di liquidità da 65 milioni in 3 anni prevista dalla scorsa manovra, è altrettanto vero che la sua efficacia sarà maggiore o inferiore a seconda di dove verrà fissata l’asticella della qualità. Leggere dalle prime stime che i primi 10 milioni andranno a un Istituto su due qualche dubbio lo fa venire. Un pizzico di coraggio in più , ad esempio scegliendo parametri più stringenti, avrebbe consentito di fare nascere sotto una buona (e nuova) stella l’annunciata sinergia tra gli Its e il piano Industria 4.0. A questo punto la palla passa alle Regioni. Nella speranza che non si limitino ad assegnare i finanziamenti alle Fondazioni che rispettano i parametri individuati dal decreto. Quasi in automatico e senza una valutazione della qualità progettuale. Mai come ora è il momento di scegliere. E di scommettere sul merito.

© Riproduzione riservata