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L’allarme di Cantone: l’incidenza delle varianti nelle opere…

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anticorruzione

L’allarme di Cantone: l’incidenza delle varianti nelle opere pubbliche resta elevata

La prassi di recuperare ribassi d’asta particolarmente aggressivi tramite varianti in corso d’opera negli appalti pubblici non si arresta. Anzi. Emerge questo da un comunicato appena pubblicato dall’Autorità anticorruzione, che aggiorna un monitoraggio simile realizzato a novembre del 2014. L’utilizzo distorto di questo strumento, insomma, continua. Tanto che, in molti casi, c’è la tendenza a recuperare tramite varianti in fase di esecuzione importi simili a quelli che l’impresa ha offerto al momento della partecipazione alla gara.

La mappatura

Il numero delle varianti complessivamente registrate nella Banca dati dell’Autorità alla data del 30 maggio 2017, secondo quanto spiega la nota dell’Authority, «risulta essere pari a 614». Le varianti che superano il livello di guardia fissato dal codice appalti (il 10% dell’importo contrattuale) risultano complessivamente 400. Il primo dato, insomma, è che la variazioni di importo elevato restano la maggioranza.

La relazione tra ribassi e varianti

Il documento firmato da Raffaele Cantone, allora, fa una serie di osservazioni. In primo luogo, spiega che «è confermata la relazione esistente tra ribassi elevati di aggiudicazione e varianti». Il valore medio del ribasso di aggiudicazione per i contratti “variati” oggetto di analisi si attesta sul 25,69%, a fronte di un valore medio ordinario del ribasso, nel periodo in cui si riferiscono gli affidamenti, per gli appalti di lavori pari al 19,74%. In altre parole, quando ci sono ribassi la tendenza è a recuperare denaro nelle fasi successive dell’esecuzione.

Come vengono recuperati i ribassi

E questo dato è confermato da un’analisi specifica. Su 186 appalti di importo superiore a un milione di euro, infatti, si è riscontrato che in numerosi casi la variante ha assorbito il ribasso di aggiudicazione, in tutto o in parte. In particolare, 119 appalti (per una percentuale del 64% del totale) evidenziano varianti la cui percentuale sull’importo contrattuale si colloca tra il 50% ed il 150% del ribasso di aggiudicazione. In altre parole, questi dati sembrerebbero avvalorare il sospetto che per il tramite delle varianti le imprese cerchino di recuperare il ribasso offerto in gara.

Gli appalti di importo elevato

Inoltre – spiega ancora il documento - per gli appalti di importo elevato (superiore ai 20 milioni) l’incidenza dell’importo medio delle varianti è superiore rispetto all’analoga percentuale di varianti per tutti gli appalti (28% contro 19%). Questo, secondo il comunicato, «avvalora la previsione del Codice dei contratti circa l’esigenza della qualificazione delle stazioni appaltanti per le attività di progettazione ed esecuzione degli appalti».

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