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Tour operator: per l’incidente risarcita la mancata assistenza ma non…

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Risarcimento danni

Tour operator: per l’incidente risarcita la mancata assistenza ma non la depressione

L’agenzia turistica paga, insieme all’assicurazione, per la mancata assistenza sanitaria e la disorganizzazione nel viaggio di rientro in Italia dopo un incidente: ma non risarcisce la depressione.

La Corte di cassazione, con la sentenza 9824, respinge il ricorso della turista “sfortunata” che durante una vacanza in Egitto si era lussata un’anca. Per le cure aveva dovuto aspettare il rientro in Italia, con un viaggio di ritorno organizzato solo dopo l’interessamento del nostro consolato. L’assistenza del tutto inadeguata, malgrado fosse prevista nel “pacchetto”, aveva indotto i giudici di primo grado a condannare Tour operator e assicuratore ad un maxi risarcimento di 46 mila euro.

Una cifra che in appello aveva subìto un “taglio” di 5.000 euro. La Corte territoriale aveva, infatti, escluso che all’assicurazione potesse essere addebitato anche il danno biologico derivante da un evento naturale come la lussazione. La signora fa un ricorso che perde. Per la Suprema corte il risarcimento riconosciuto non era né “simbolico” né inadeguato e teneva conto, della mancata assistenza sanitaria, come della cattiva gestione dell’incidente ai fini del rientro in Italia, oltre che dei disagi e delle sofferenze patite.

La ricorrente chiedeva però anche il danno biologico per una sindrome ansioso-depressiva attestata dal consulente tecnico d’ufficio. Un problema che i giudici di seconda istanza, hanno considerato non ricollegabile all’inadempimento con una “scelta” di merito non sindacabile dalla Cassazione. La signora è condannata alle spese per circa 4000 euro.

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