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Assumere il coniuge nella Srl? «Si può solo se è vero…

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il quesito del lunedì

Assumere il coniuge nella Srl? «Si può solo se è vero dipendente»

Il quesito.In vista dell’imminente costituzione di una Srl in cui sarò socio di maggioranza e amministratore, per l’apertura di un negozio, dovrò assumere due addetti alla vendita. Uno dei due può essere mia moglie? L’Inps potrebbe opporsi e non considerare valido il rapporto di subordinazione? Nel caso, quali alternative avrei? Dovrebbe essere anche lei socia?
G.G. - FIRENZE

La risposta. Anche se la Srl è una persona giuridica, e quindi il rapporto di subordinazione sarebbe tra la società e la moglie del socio di maggioranza, poiché quest’ultimo è amministratore, potrebbe di fatto realizzarsi la stessa situazione che intercorre tra il titolare dell’impresa individuale e il coniuge.

Da questo punto di vista, l’Inps (con la circolare 179/1989) ha posto il principio generale della spontaneità e volontarietà del rapporto tra familiari, non riconducibile a un rapporto di lavoro retribuito o remunerato.

Tuttavia, è ammissibile in linea teorica che anche i coniugi possano concedere un rapporto di lavoro, purché vi sia il requisito della subordinazione - cioè dell’effettivo rapporto di dipendenza (in questo caso, della moglie rispetto al marito amministratore della Srl) - e che questa subordinazione sia dimostrata dai diretti interessati.

Il quesito è tratto dal fascicolo dell’«Esperto risponde» in edicola con «Il Sole 24 Ore» di lunedì 14 maggio.

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