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Ultima chiamata per la «Rottamazione bis»

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domani la scadenza

Ultima chiamata per la «Rottamazione bis»

Sono le ultime ore della rottamazione-bis in vista della scadenza di domani, 15 maggio. Ore in cui gli indecisi (o i poco convinti) potrebbero scegliere di aderire alla sanatoria delle cartelle, che per i debiti fiscali consente uno sconto su sanzioni e interessi di mora.

Anche in previsione di un afflusso significativo last minute, gli sportelli di agenzia Entrate-Riscossione hanno già avviato un allungamento degli orari fino alle 16.15 negli uffici ad alta affluenza delle grandi città metropolitane e fino alle 14.15 in 113 sedi di medie dimensioni.

Per chi ha più confidenza con la tecnologia ci sono anche i canali online attraverso la posta elettronica dedicata o con la procedura sul sito del concessionario della riscossione, disponibile sia nella modalità per chi ha le password di accesso sia in forma libera. Attenzione, però. Nel caso di utilizzo del servizio «Fai D.A. te» in area libera del portale il termine di presentazione scadrà alle 23 di domani in quanto, una volta ricevuta l’email dall’ente di riscossione, il contribuente dovrà validare la richiesta al link ricevuto nella posta elettronica entro le 23.50. Mentre chi accede all’area riservata con le modalità previste avrà tempo fino all’ultimo minuto prima dello scoccare della mezzanotte.

Una sorta di ultima chiamata per accedere a una chiusura agevolata del debito con l’agente della riscossione. Anche se parlare di «ultima» potrebbe risultare un po’ troppo perentorio, considerato che in campagna elettorale il leader leghista Matteo Salvini ha più volte insistito sul concetto di «pace fiscale» per le cartelle sotto i 100mila euro pagando il 15% di quanto dovuto (si veda anche l’intervista al Sole 24 Ore del 6 febbraio). E ora il tema potrebbe ritornare nell’agenda per la nascita del Governo con Il Movimento 5 Stelle, soprattutto perché si tratterebbe di una misura in grado di recuperare gettito.

Per ora però si tratta di ragionamenti al futuro. Il presente riguarda la rottamazione-bis in corso. Il trend delle domande presentate finora (la metà delle quali proprio tramite canali online) lascia pensare che si potrebbe chiudere intorno a 500mila richieste di adesione. Considerando che con ogni domanda si può chiedere di sanare anche più “pendenze”, una stima di massima lascerebbe presagire che potrebbero essere interessate circa 3 milioni di cartelle. Con un obiettivo messo nero su bianco dal decreto fiscale collegato all’ultima manovra di incassare complessivamente 2 miliardi di euro dall’operazione tra il 2018 e il 2019.

Naturalmente, con l’apertura della fase-2 con l’istruttoria da parte degli uffici dell’agenzia per la riscossione non è detto che tutte le domande superino il filtro (ad esempio perché è stata chiesta l’adesione su un tributo escluso). O, in seguito, potrebbero essere gli stessi contribuenti a tirarsi indietro non pagando la prima o unica rata o le eventuali rate successive.

Rottamazione delle cartelle, come variano le sanzioni

Del resto, una delle criticità delle norme della prima rottamazione è stata addirittura accentuata in questa seconda edizione. Il numero massimo di rate in cui si può pagare è di cinque per i “carichi” più recenti, ossia quelli assegnati per il recupero da gennaio a settembre 2017. Mentre per quelli più datati (dal 2000 al 2016) si può scaglionare il versamento in massimo tre scadenze (31 ottobre e 30 novembre 2018 e poi la terza entro il 28 febbraio 2019). Un’oggettiva difficoltà per chi vorrebbe chiudere definitivamente i conti con i vecchi debiti ma ha problemi di liquidità .

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