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Salva la norma che punisce i writers

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corte costituzionale

Salva la norma che punisce i writers

La Consulta “salva” la norma del Codice penale che punisce con la reclusione e la multa i writers che “imbrattano” mezzi di trasporto, palazzi del centro storico o in costruzione o in restauro. La Consulta (sentenza 102) considera inammissibili due ordinanze di rinvio che avanzavano dubbi di legittimità costituzionale dell’articolo 639. Secondo i giudici remittenti la norma riserverebbe ai “graffitari” un trattamento peggiore di quello previsto per il più grave reato di danneggiamento “punito” con una sanzione pecuniaria, grazie all’intervento di depenalizzazione (Dlgs 7 del 2016) che ha invece lasciato fuori l’articolo 639.

Per la Corte costituzionale però i giudici del “rinvio” partono da un assunto sbagliato. L’intervento di parziale depenalizzazione non riguarda, infatti, l’ipotesi aggravata che resta un reato previsto dall’articolo 635 del Codice penale se commessa su edifici del centro storico, destinati all’uso pubblico, al culto, in ristrutturazione ecc. In casi analoghi non c’è dunque la disparità di trattamento.

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