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Microcredito, accordo tra Consiglio nazionale dei commercialisti e…

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PROFESSIONISTI

Microcredito, accordo tra Consiglio nazionale dei commercialisti e Federcasse

(Marka)
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Il microcredito si affida ai commercialisti. Grazie a un accordo siglato in questi giorni tra Augusto dell'Erba, presidente di Federcasse, e il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Massimo Miani questi ultimi potranno svolgere attività di accompagnamento, tutoraggio e monitoraggio nella concessione del microcredito da parte delle Banche di credito cooperativo-Casse rurali ed artigiane a favore di lavoratori autonomi, imprese e società.
I commercialisti che intendono convenzionarsi per erogare i servizi ausiliari - sono in elaborazione delle linee guida e delle direttive comuni per favorire l’attività - devono autorizzare l'inserimento del proprio nominativo in un apposito elenco consultabile, tenuto dal Consiglio nazionale.

L’idea è che se un soggetto, lavoratore autonomo o piccolo imprenditore, è interessato a chiedere un microcredito e si rivolge direttamente all’istituto bancario - una volta superata una prima valutazione - verrà indirizzato al professionista di zona presente nell’elenco tenuto presso il Consiglio nazionale, e viceversa. Il credito sarà erogato per l’avvio di una attività, il suo potenziamento oppure l’inserimento di personale.

I commercialisti convenzionati hanno il compito di riferire, almeno una volta l’anno, i risultati raggiunti dai soggetti finanziati; le informazioni da comunicare saranno aggregate e senza riferimenti o dati personali.

Quando si parla di micricredito la cifra erogabile è di 25mila euro che, in particolari circostanze può salire di ulteriori 10mila euro. La restituzione del prestito dovrà avvenire entro sette anni e il costo del servizio da parte del professionista non dovrà essere superiore al 2%.

I soggetti che possono accedere a questa forma di credito sono: lavoratori autonomi o imprese titolari di partita Iva da meno di cinque anni o con meno di 5 dipendenti; società di persone, società a responsabilità limitata semplificata o società cooperative con meno di 10 dipendenti non soci; imprese che, al momento della richiesta, presentino requisiti dimensionali inferiori a quelli previsti dal Regio decreto 267/1942 e un livello di indebitamento inferiore a 100 mila euro.

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