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Il credito agevolato è anche «nazionale»

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il quesito del lunedÌ / fondi ue

Il credito agevolato è anche «nazionale»

Il quesito
Sono proprietaria di una libreria specialistica il cui sito web contiene un’area riservata ai clienti, in particolare medici, nella quale vengono scambiati consigli e informazioni (anche sui pazienti). Dal 2016 trattiamo anche testi in lingua straniera, che vendiamo online, incluso quindi l’estero. Vorremmo aprire altre sedi in Italia e in Europa. Il nostro esperto web ci ha detto che sono però necessari notevoli investimenti in It, soprattutto per garantire la sicurezza dei dati. Ci sono programmi o strumenti di finanziamento europei che possano sostenerci in questi investimenti
C. B. - ROMA

La risposta
Il diritto alla protezione dei dati è incluso tra quelli fondamentali da garantire e promuovere nell’ambito della lotta al cyber-crimine, una delle tre priorità identificate dalla European agenda on security attualmente in vigore. Inoltre, nella programmazione 2014-2020 le tematiche It sono certamente trasversali a più programmi di finanziamento europei a fondo perduto.

Tra i programmi Ue a gestione diretta troviamo ad esempio Horizon 2020, dedicato alla ricerca scientifica e allo sviluppo tecnologico. Tra quelli a gestione indiretta, i Fesr (Fondi europei per lo sviluppo regionale), gestiti dalle competenti autorità regionali nazionali, che finanziano progetti di innovazione di Pmi sul tema delle Ict (Information and communication technology), individuate tra le Smart specialization strategies: ovvero gli ambiti di priorità tecnologica per le strategie d’innovazione regionali che valorizzino gli ambiti produttivi di eccellenza.

Tuttavia, per un’azienda commerciale probabilmente di piccole dimensioni, che non sviluppi direttamente soluzioni innovative, è sicuramente più adatto valutare ipotesi di supporto finanziario in altre direzioni, come quelle della finanza agevolata Ue e nazionale.

La finanza agevolata europea è erogata tramite intermediari (istituti di credito e bancari, Confidi e altre strutture finanziarie), che concedono prestiti con il supporto di fondi ottenuti attraverso la sottoscrizione di accordi con programmi e agenzie europee (Cosme, Eib, Eif, eccetera).

Da tempo, infatti, la Ue promuove l’attività imprenditoriale a livello europeo mettendo a disposizione fondi (anche ingenti) da utilizzare, tramite intermediari nazionali, per concedere prestiti agevolati alle imprese, e soprattutto alle Pmi. Questi strumenti presentano notevoli vantaggi economici e fiscali rispetto alle condizioni ordinarie applicate dagli istituti di credito, oppure offrono garanzie per i finanziamenti richiesti, limitando così l’esposizione personale del richiedente ma anche facilitando l’ottenimento del credito.

Il coinvolgimento di tali intermediari nazionali, che talora agiscono anche soltanto su base regionale, consente alle istituzioni europee di avere una visione più chiara delle esigenze del richiedente, delle sue effettive possibilità e potenzialità, e della bontà del progetto imprenditoriale presentato. Trattandosi di strumenti flessibili e articolati, studiati per soddisfare esigenze di credito molto variegate, si raccomanda quindi di contattare gli uffici competenti dell’intermediario finanziario prescelto per ricevere tutte le informazioni necessarie in merito alle opportunità a disposizione ed eventualmente negoziare termini e condizioni.

Tra le ipotesi di finanza agevolata nazionale troviamo la misura sui beni strumentali, nella nuova disciplina Sabatini-ter, erogata dal ministero dello Sviluppo economico. L’agevolazione viene concessa tramite procedura a sportello, con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle Pmi e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese. La misura sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo, nonché hardware, software e tecnologie digitali. Inoltre, il finanziamento può anche essere assistito dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, che può coprire fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso.

Altra ipotesi da valutare è l’accesso allo strumento di iper e superammortamento del Mise, che mira invece a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, in beni materiali e immateriali (software e sistemi It) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi, in linea con il Piano nazionale impresa 4.0, nei cui ambiti prioritari di intervento rientra anche la cybersecurity.

Il quesito è tratto dal fascicolo dell’«Esperto risponde» in edicola con «Il Sole 24 Ore» di lunedì 21 maggio.

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