Norme & Tributi

Ue, approvata la riforma sui lavoratori distaccati

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direttiva modificata

Ue, approvata la riforma sui lavoratori distaccati

Il Parlamento europeo ha approvato ieri a Strasburgo l'annosa riforma della direttiva sui lavoratori distaccati, dopo che il Consiglio aveva trovato una difficile intesa nell'autunno scorso.

A questo punto, i paesi membri hanno due anni per trasporre la direttiva nel diritto nazionale. Il voto ha mostrato una grande maggioranza a favore del provvedimento, anche perché alcuni deputati hanno compiuto un errore al momento della votazione.

Il distacco permette a una società di inviare in un altro Stato dell'Unione un proprio lavoratore, versando i contributi nel paese d'origine. Questo principio è stato criticato negli ultimi anni, dopo l'allargamento della Unione ai paesi dell'Est. Poiché questi ultimi hanno costi previdenziali e salariali assai più bassi dei paesi dell'Ovest, la Francia, ma anche l'Italia, li hanno accusati di dumping sociale, inviando propri lavoratori all'Ovest (in particolare nei settori dell'edilizia e dei trasporti).

Secondo la riforma, la durata del distacco sarà di 12 mesi, allungabile di altri sei mesi. Durante questo periodo, il lavoratore potrà continuare a versare i contributi previdenziali e pensionistici nel suo paese d'origine. Le nuove regole stabiliscono che a tutti i lavoratori distaccati si applicheranno le norme del Paese ospitante in materia di retribuzione. Come detto, la riforma è stata approvata in via definitiva con 456 voti a favore, 147 voti contrari e 49 astensioni.

Per un errore al momento del voto, un certo numero di deputati – un centinaio, secondo il popolare polacco Janusz Lewandowski – ha votato a favore della riforma. I governi di Polonia, Lituania, Lettonia e Ungheria avevano votato contro la riforma in Consiglio (si veda Il Sole/24 Ore del 25 ottobre 2017). Da notare che nel delicato settore dei trasporti, verrà applicata una specifica legislazione tuttora oggetto di negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione.

Secondo statistiche del Parlamento europeo, i lavoratori distaccati nell'Unione erano 2,3 milioni nel 2016. Il fenomeno del distacco è aumentato del 69% tra il 2010 e il 2016. Imprese italiane hanno distaccato all'estero 114.515 i lavoratori, di cui il 18,7% in Francia, il 10,2% in Germania e il 36,6% al di fuori dell'Unione, in Svizzera. Sono invece 61.321 i lavoratori distaccati in Italia, più della metà provenienti dalla Germania (18,8%), dalla Francia (18,3%) e dalla Spagna (14%).

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