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Imu/Tasi, dichiarazione solo in caso di variazioni

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L'adempimento

Imu/Tasi, dichiarazione solo in caso di variazioni

La regola generale prevede che i soggetti passivi debbano presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta, utilizzando il modello di dichiarazione approvato con decreto del ministero dell'Economia.

Quindi, le ragioni del pagamento effettuato nel 2017 andranno esplicitate ai Comuni entro il 30 giugno 2018.

La dichiarazione Imu/Tasi è dichiarazione ultrattiva, nel senso che se non cambiano gli elementi dichiarati non occorre ripresentarla ogni anno.

L'obbligo di presentazione sussiste solo se si verificano delle variazioni negli elementi precedentemente dichiarati che incidono sull'ammontare dell'imposta dovuta. Peraltro, si deve trattare di variazioni non conoscibili dal Comune mediante l'accesso alla banca dati catastali. Quindi, variazioni di rendita catastale o di proprietà non necessitano di essere dichiarate.

Nella casistica che impone la presentazione della dichiarazione c'è, ad esempio, quello relativo al valore delle aree fabbricabili, che può variare, in aumento o diminuzione, di anno in anno.

Anche la trasformazione del terreno agricolo in area fabbricabile è soggetta a dichiarazione. L'elenco completo delle ipotesi che danno luogo all'obbligo dichiarativo è indicato nelle istruzioni ministeriali alla compilazione della dichiarazione Imu. A questa casistica occorre aggiungere l'obbligo di presentazione della dichiarazione per le agevolazioni introdotte nel 2016, relative alle abitazioni date in comodato a parenti e agli alloggi locati a canone concordato.

Il contribuente deve prestare molta attenzione ai casi di dichiarazione da presentarsi a pena di decadenza, perché queste non possono essere presentate tardivamente, né possono essere oggetto di ravvedimento; conseguentemente in caso di omessa o tardiva presentazione, pur se sussistono le condizioni richieste dalla normativa, l'esenzione non può essere riconosciuta.

I casi in cui la dichiarazione deve essere presentata a pena di decadenza riguardano gli immobili merce, gli alloggi sociali, gli alloggi delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci, gli immobili destinati a ricerca scientifica e, infine, gli immobili utilizzati dai militari, compresi gli appartenenti alla carriera prefettizia, che sono, a determinate condizioni, assimilati all'abitazione principale.

Circa le modalità di presentazione della dichiarazione, va ricordato che gli enti non commerciali sono tenuti a presentarla solo in via telematica, tramite i canali Entratel e Fisconline. Le informazioni così dichiarate sono successivamente messe a disposizione dei comuni mediante un applicativo reso disponibile sulla piattaforma informatica del federalismo fiscale. L'invio telematico della dichiarazione può essere effettuato anche dagli altri soggetti passivi, ma in questo caso si tratta di una facoltà e non di un obbligo.

Va precisato che non esiste un modello di dichiarazione Tasi, e quindi occorrerà utilizzare il modello di dichiarazione Imu, specificando nelle annotazione che si tratta di dichiarazione Tasi e non Imu e che il soggetto dichiarante non è il proprietario ma il detentore.

Tale sistema è all'evidenza primitivo e fonte di confusione, perché il campo annotazione della dichiarazione è campo non valorizzato nei tracciati record di lettura, e quindi le informazioni non vengono acquisite informaticamente. Tant'è che per le dichiarazioni Imu/Tasi degli enti non commerciali la stessa procedura informatica ministeriale è andata in tilt con riferimento all'obbligo di compilazione della percentuale di possesso, che nel caso dei detentori è pari a zero, valore però non accettato dal sistema. La problematica è stata risolta dal ministero (risoluzione 4/DF del 2017) con il solito stratagemma dell'uso del campo annotazioni.

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