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Le foto scattate in casa dei clienti? Privacy ok se si rispetta…

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il quesito dell’«esperto risponde»

Le foto scattate in casa dei clienti? Privacy ok se si rispetta l’anonimato

Il quesito.Un artigiano scatta delle foto nelle case dei propri clienti (in accordo con loro) e le trasmette via email ad altri artigiani, per spiegare loro come realizzare dei lavori (ad esempio, una scala). Può conservare tali fotografie sul Pc, al termine dei lavori, oppure le deve cancellare? La foto serve anche per dimostrare di aver eseguito il lavoro a regola d’arte, in caso di future contestazioni.
F.D. - Monza

La risposta. Le fotografie diventano “dati personali” nel momento in cui vengono associate al nominativo della persona cui si riferiscono, o questa è comunque identificabile.

Nel caso dell’artigiano che fotografa un bagno o un salotto per eseguire dei lavori, è dunque necessario adottare modalità tali da evitare questa associazione, in particolare quando si deve trasmettere l’immagine a terzi.

Per la conservazione della fotografia associata al nome del cliente (che rientra invece nella disciplina privacy ed è resa necessaria per l’esecuzione del contratto), non c’è bisogno di ottenere il consenso espresso.

Il tempo di archiviazione, comunque, non può superare quello della prescrizione del termine dell’eventuale azione risarcitoria del cliente: cioè dieci anni.

Il quesito è tratto dall’inserto «l’esperto risponde», in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 16 luglio.

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