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Agenzia delle Dogane, le Pot andranno all’esame della Consulta

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Agenzia delle Dogane, le Pot andranno all’esame della Consulta

Non c’è pace per la macchina dell’amministrazione finanziaria. Dopo la sentenza 37/2015 della Corte costituzionale che aveva dichiarato illegittimi gli incarichi di dirigenti conferiti ai funzionari senza concorso, adesso si rischia di ritornare al punto di partenza.

Il Tar Lazio, sezione seconda, ha accolto con la sentenza non definitiva 8217/2018 depositata il 19 luglio e con l’ordinanza 8253/2018 del 20 luglio il ricorso presentato dal sindacato Dirpubblica e ha deciso di rinviare alla Consulta l’istituzione delle Pot, ossia le posizioni organizzative temporanee, dell’agenzia delle Dogane istituite dal decreto di Ferragosto del 2015 per tamponare la situazione che si era venuta a creare proprio dopo la pronuncia della Corte costituzionale.

Una sentenza che rischia di avere un effetto domino, anche perché presso un’altra sezione del Tar Lazio è pendente un altro ricorso di Dirpubblica che riguarda le Pot dell’agenzia delle Entrate. E, come anticipa il legale della sigla sindacale Carmine Medici al Sole 24 Ore, «l’intenzione è quella di far valere il precedente relativo alle Dogane nel giudizio previsto per il prossimo 31 ottobre». Il problema, di fondo, è sempre lo stesso se si potesse o meno ricorrere a figure che sono state incaricate senza un concorso, seppur in questo caso per un lasso di tempo predeterminato.

In attesa dei concorsi
Del resto, la norma istitutiva è la stessa, vale a dire l’articolo 4-bis del Dl 78 del 2015 introdotto durante la conversione parlamentare del provvedimento per cercare di garantire il funzionamento degli uffici in attesa dello svolgimento dei concorsi da dirigenti. Concorsi che non si sono ancora svolti, tanto da aver spinto poi il precedente Parlamento a prorogare ulteriormente la validità delle Pot fino al 31 dicembre 2018. Anche se poi con l’ultima legge di Bilancio, si è provveduto a un restyling complessivo della macchina organizzativa prevedendo, ad esempio, la creazione delle Poer (posizioni organizzative a elevata responsabilità). Una riorganizzazione interna che tanto le Dogane quanto le Entrate stanno portando avanti nel corso di questi mesi, sia a livello centrale che periferico.

Le ragioni di possibile incostituzionalità
Sono tre i profili su cui il Tar Lazio intravede una possibile incostituzionalità della norma istitutiva delle Pot. Vediamoli nel dettaglio.

•Il ricorso alla decretazione d’urgenza. Il primo riguarda il contrasto con l’articolo 77 della Costituzione, in cui sono stabiliti i casi e termini del ricorso, da parte del Governo, del potere di decretazione d’urgenza, e dal quale discendono i conseguenti limiti al potere del Parlamento di innovare il tenore del decreto legge in sede di conversione.

•Incarichi senza concorso. Il secondo è un conflitto con gli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione, in quanto la previsione normativa censurata ha stabilito la copertura di posti di dirigente senza il ricorso all’ordinaria modalità del concorso pubblico aperto, bensì mediante un meccanismo che prevede il conferimento di incarichi ad interim a dirigenti dell’amministrazione e il contemporaneo “svuotamento” di tali incarichi, attuato con la delega necessaria a funzionari della stessa Amministrazione di tutte le attribuzioni non riservate ai dirigenti, per un periodo peraltro prorogato più volte nel corso del giudizio, spostando il termine finale di tale conferimento dal 31 dicembre 2016 fino al 31 dicembre 2018.

•L’elusione della sentenza 37/2015. Il terzo è il profilo di conflittualità con l’articolo 136 della Costituzione, in quanto la previsione censurata appare elusiva del giudicato costituzionale costituito dalla sentenza n. 37 del 2015 della Corte costituzionale.

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