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Parte l’albo dei giudici di gara: i professionisti si iscrivono con…

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Parte l’albo dei giudici di gara: i professionisti si iscrivono con una app

Il nuovo albo dei giudici di gara inizierà ad essere popolato dal 10 settembre. E sarà attivo per i bandi le cui offerte scadranno dopo il 15 gennaio del 2019. Con il comunicato del 18 luglio, appena pubblicato, l’Anac ha fissato le coordinate per comporre, tramite la creazione di un nuovo elenco, le commissioni di gara degli appalti pubblici. L’albo nazionale, dopo essere finito nel congelatore per circa due anni, sta per essere sbloccato. Portando una grande opportunità per i professionisti, destinatari principali di questa misura.

La riforma

Il principio da cui parte la riforma è che le «giurie» incaricate di assegnare tutti gli appalti pubblici (lavori, servizi e forniture) devono essere indipendenti. Nasce così un Albo nazionale, tenuto dall’Anac, al quale devono iscriversi i componenti delle commissioni. Questo albo andrà utilizzato ogni volta che si usa il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con poche eccezioni. Quando, cioè, si giudica la qualità dell’offerta e non solo il prezzo. In questi casi, la Pa dovrà chiedere all’Anac l’invio di alcuni nominativi estratti dall’Albo nazionale, tra i quali sorteggiare esperti indipendenti. Gli interni andranno usati solo in casi limitati.

L’iscrizione

Quello che mancava per rendere pienamente esecutiva la norma erano le procedure di iscrizione, fissate dal comunicato appena pubblicato. Al centro del sistema, secondo quanto spiega l’Autorità nel documento, ci sarà un applicativo, disponibile sul portale dell’Anticorruzione. Chi è in possesso dei requisiti di onorabilità e di professionalità previsti dalla legge (come l’assenza di condanne per reati contro la Pa o il rispetto di obblighi di formazione) potrà compilare un’autocertificazione e inviare la domanda di accesso all’Albo. Nel tempo, poi, con lo stesso applicativo sarà possibile segnalare le situazioni che possano incidere sul mantenimento dei requisiti.

Chi può accedere

All’Albo potranno accedere professionisti iscritti al loro Ordine, professionisti «non ordinistici», dipendenti pubblici, professori e ricercatori. L’elenco sarà diviso per sezioni. Al suo interno ci sarà, infatti, una classificazione per materia, che consentirà di individuare volta per volta gli esperti adatti in base ai contenuti del bando. La novità ha, insomma, un impatto potenziale molto ampio.

Per accedere all’Albo si pagherà, indipendentemente dal momento di iscrizione, una tariffa annuale di 168 euro. Il versamento andrà rinnovato entro il 31 gennaio di ogni anno. Chi non paga sarà prima sospeso e poi cancellato.

L’applicativo

L’applicativo sarà utilizzato anche dalla Pa per chiedere la lista di esperti tra i quali effettuare il sorteggio. L’Anticorruzione risponderà tramite l’applicativo, privilegiando gli esperti che, tra quelli compatibili per materia, hanno ricevuto il minor numero di incarichi. In questo modo sarà assicurata la rotazione nelle commissioni. Una volta ricevuti i nomi, la Pa comunicherà, sempre tramite la app, di avere costituito la commissione.

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