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Cosa può accadere in una quotata quando l’ad non può adempiere…

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caso marchionne

Cosa può accadere in una quotata quando l’ad non può adempiere alle proprie funzioni

(Foto AP)
(Foto AP)


Nessuno, famiglia a parte, prima di sabato 21 luglio, era a conoscenza del ricovero di Sergio Marchionne, né dell'intervento chirurgico cui era stato sottoposto, né della malattia che aveva reso inderogabili l'uno e l'altro dopo la sua ultima uscita pubblica. Nessuno lo aveva saputo comunque prima che il C.d.A. di FCA si fosse riunito d'urgenza ed avesse proceduto - optando per una soluzione interna - alla nomina del suo successore, Mike Manley, già ai vertici di Jeep.

Ecco cosa può accadere in una società quotata quando un AD importante come Marchionne (soprattutto in termini di concentrazione di poteri) non è più in grado di adempiere alle proprie funzioni: ai sensi del Regolamento UE n. 596/2014 sul «market abuse» (e provvedimenti attuativi), la società ha facoltà di ritardare la diramazione di notizie che potrebbero generare manovre speculative ai suoi danni.

La richiamata normativa, posta a presidio dell'integrità del mercato, impone all'emittente di comunicare al pubblico, il prima possibile, le informazioni privilegiate che lo riguardano (art. 17, Regolamento UE n. 596/2014), «secondo modalità che consentano un accesso rapido e una valutazione completa, corretta e tempestiva», laddove per informazione privilegiata dovrà intendersi - ai sensi e per gli effetti dell'art. 7 del Regolamento – l'informazione di carattere preciso, non ancora diffusa, che se divulgata potrebbe avere un'incidenza sul prezzo del titolo quotato (informazioni cosiddette «price sensitive»).

Questa è la regola. È ammessa, al contempo, l'eventualità che l'emittente possa ritardare la comunicazione al pubblico, sotto la propria responsabilità ed in presenza delle seguenti condizioni, le quali dovranno ricorrere congiuntamente: (i) probabilità che l'immediata comunicazione pregiudichi i legittimi interessi dell'emittente; (ii) il ritardo non dovrebbe essere idoneo a produrre effetti fuorvianti per il pubblico; (iii) l'emittente è nelle condizioni di garantire la riservatezza dell'informazione (art. 17, Regolamento UE n. 596/2014).

In aggiunta a quanto sopra, nel caso in cui l'emittente abbia inteso ritardare la comunicazione, lo stesso sarà tenuto – una volta divulgata l'informazione – a fornire alla Consob una spiegazione per iscritto circa le modalità con cui sono state soddisfatte le condizioni di cui si è detto, oltre che all'aggiornamento del registro contenente l'elenco delle persone aventi accesso a informazioni privilegiate relative all'emittente.

Tornando ai recenti fatti di cronaca, la vicenda dell'Amministratore Delegato, entrato in FIAT dal 2003, avrebbe potuto pesare in maniera rilevante, come poi nei giorni seguenti di fatto è stato, sulla quotazione del titolo. Evenienza che ha indotto la FCA a renderla nota solo contestualmente alla nomina del suo successore, di sabato sera, a borse ormai chiuse.

*Avvocato, Professore Straordinario di Diritto Commerciale
Università LUM Jean Monnet

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