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Rimpatriati tutti gli attivisti della «Freedom Flotilla». Gli italiani: «Siamo stati rapiti e picchiati»

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Questo articolo è stato pubblicato il 03 giugno 2010 alle ore 09:11.

Sono arrivati stanotte a Istanbuli 485 attivisti , fra i quali cinque dei sei italiani che erano presenti sulle navi "Freedom Flotilla". Nei voli c'erano anche i cadaveri delle nove persone rimaste uccise nel blitz, otto turchi e un americano di origine turca, tutti raggiunti da colpi d'arma da fuoco, secondo l'agenzia turca Anadolu, che cita i medici legali. Solo un altro cittadino turco, gravemente ferito, è rimasto ricoverato a Tel Aviv, perché‚ grave. ...

L'assalto e le violenze subite: Apocalypse now
I cinque attivisti italiani atterrati nela città turca hanno rilasciato le prime dichiarazioni. Manuel Zani, videomaker di 30 anni, racconta: «L'assalto dei soldati israeliani che si sono avvicinati alla nostra nave a bordo dei gommoni sembrava una scena di Apocalypse now. In Israele non ci torno neanche morto».
Parla anche il tenore Giuseppe Fallisi, 50 anni: «Siamo stati picchiati dalla polizia, prima sulla nave dai militari e poi ancora poco fa all'aeroporto di Tel Aviv», racconta. «Ci picchiavano ad esempio se non ci sedevamo, e dopo averci picchiati mandavano i medici a visitarci». La giornalista torinese Angela Lano, 47 anni, invece non vuole denunciare le violenze subite e ribadisce invece le motivazioni profonde che l'hanno portata sul quel convoglio: «Siamo stati rapiti - si sfoga -, sia sulla nave che in prigione, dove non avevamo nessun tipo di diritto: non potevamo fare telefonate, chiamare i nostri avvocati. Sono anni che mi occupo di Palestina. A bordo non c'erano terroristi. Solo persone normali, disarmate armate solo del loro corpo». L'italo palestinese Ismail Abdel-Rahim Qaraqe Awin pensa già al prossimo viaggio: «Abbiamo fatto questo sacrificio per la gente di Gaza - dice con rabbia -, per quel milione e mezzo di palestinesi che sono in galera. Vogliamo farlo ancora. Vogliamo che il governo italiano e di tutto i paesi del mondo capiscano».
Il sesto italiano fermato nel blitz israeliano, Manolo Luppichini che era stato trovato senza documenti, dovrebbe partire da Tel Aviv, anche lui in mattinata, direttamente per l'Italia....

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Un'altra nave di aiuti in viaggio verso il porto di Ashdod ...

Nel frattempo è in viaggio la Rachel Corrie, la nave battente bandiera irlandese salpata alla volta della Striscia di Gaza per portare aiuti alla popolazione locale per conto di due Ong, una irlandese e una malese, che potrebbe accettare di attraccare al porto israeliano di Ashdod per evitare incidenti con le autorità, con le quali si sono accordate....

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A bordo della Rachel Corrie ci sono anche il premio Nobel per la pace Mairead Maguire e l'ex vice segretario generale delle Nazioni Unite Denis Halliday. La nave avrebbe dovuto fare parte del convoglio bloccato con la forza dai soldati israeliani, ma la sua partenza è stata rinviata per problemi tecnici. Nella sua stiva ci sono giocattoli, carta, cemento e anche un'apparecchiatura TAC.


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