House Ad
House Ad
 

Notizie Le idee

Il welfare familiare non sfugge ai vincoli di bilancio

Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 28 giugno 2010 alle ore 08:01.

Le ragioni della famiglia contro quelle della cassa. Se da un lato l'Unione europea richiama gli stati a rafforzare le politiche del welfare in nome della flexsecurity, dall'altro i vincoli di bilancio impongono un controllo della spesa. I recenti piani di austerity varati dai governi europei per scongiurare il rischio contagio dalla crisi greca rompono un tabù: da Londra a Roma, accanto al taglio dei costi della politica, la scure non risparmia i fondi a sostegno della famiglia. Una tendenza bipartisan che si diffonde sulla spinta di un unico imperativo: risparmiare risorse per risanare i conti pubblici.

Le manovre europee
Il primo leader ad annunciare i sacrifici è stato il premier spagnolo, José Luis Zapatero, che nella finanziaria varata il 12 maggio - approvata dal Parlamento per un solo voto - ha deciso di eliminare il bonus nuovi nati di 2.500 euro. Poi è stata la volta dell'Italia, che con la manovra ora all'esame del Senato ha ridotto di 9 milioni la dote del fondo per la famiglia. Per quest'anno saranno dunque disponibili 176 milioni per finanziare asili nido e progetti di conciliazione tra figli e lavoro, da destinare in parte alle regioni (si veda articolo in basso).
In Germania i neogenitori avranno meno aiuti: Angela Merkel l'ha definita «non dolorosa», ma i sindacati tedeschi sono già passati all'attacco dopo la decisione di ridurre del 2% l'assegno mensile ai genitori per la cura dei figli fino al 14° mese di vita (il cosiddetto Elterngeld) e di eliminarlo del tutto per i disoccupati. Una mossa che nei piani di Berlino porterà a un risparmio di 600 milioni annui da qui al 2014.
L'ultima sforbiciata è stata annunciata la settimana scorsa dalla Gran Bretagna, che ha sacrificato il bonus bebè per concentrarsi sui crediti fiscali per i redditi più bassi. Da gennaio sarà abolito il pagamento una tantum di 190 sterline per le donne in gravidanza e da aprile 2011 sarà più difficile per le fasce più deboli ottenere l'assegno di maternità di 500 sterline.

Alla ricerca della parità
Misure straordinarie, innescate dalla crisi, che si inseriscono in un quadro di riforme già in atto dirette a realizzare la parità dei diritti e dei doveri tra uomini e donne e a spostare il baricentro del welfare dalle lavoratrici all'intera famiglia. «In tutti i paesi europei - sottolinea Roberta Caragnano, ricercatrice di Adapt, Associazione per gli studi internazionali e comparati sul diritto del lavoro - è in atto una spinta a eliminare progressivamente le differenze di genere in termini di pensione imposta dalla Ue».

L’articolo continua sotto

Tags Correlati: Adapt | Angela Merkel | Anna Maria Ponzellini | Anna Soru | Camera dei deputati | Cesu | Istat | Italia | José Luis Zapatero | Maria Benvenuti | Maria Luisa Bianco | Marina Piazza | Maternità | Salari e stipendi | Senato

 

L'Italia - dopo il richiamo di Bruxelles - dal 2012 porterà a 65 anni l'età pensionabile per le donne statali. Le risorse risparmiate - come hanno assicurato i ministri Brunetta e Carfagna - confluiranno nel fondo strategico per il paese a sostegno dell'economia, istituito presso la presidenza del consiglio e finanzieranno interventi dedicati a politiche sociali e familiari.

Per costruire un sistema integrato di welfare per la cura che allarghi la possibilità di scelta delle madri e dei padri il gruppo «Maternità e paternità», composto da Marina Piazza, Anna Maria Ponzellini, Anna Soru e Maria Benvenuti, avanzerà oggi una proposta di fronte alle associazioni di rappresentanza del lavoro milanesi. Alla base della richiesta c'è il riconoscimento del periodo utilizzato per la cura di figli e anziani non autosufficienti ai fini pensionistici, attraverso l'accredito di contributi figurativi come succede in altri paesi europei.

Parità dei doveri, ma anche dei diritti: entro il 2012 entrerà in vigore la direttiva sui congedi parentali che innalza da tre a quattro mesi la durata dell'astensione dal lavoro per la nascita di un figlio e incentiva una distribuzione più equilibrata delle responsabilità tra padri e madri, senza escludere i lavoratori atipici. Una formula di condivisione dei compiti familiari che in alcuni paesi come Svezia e Olanda è già consolidata ed è incoraggiata anche da un trattamento economico vantaggioso durante il periodo di congedo.

L'Italia si mostra in vantaggio sui tempi di congedo, ma i giochi si complicano con il ritorno al lavoro. Un posto al nido per i figli continua in molti casi a restare un miraggio: solo un bambino su sei trova accoglienza ed è ben lontano l'obiettivo di Lisbona del 33% previsto proprio per quest'anno, che Danimarca, Svezia, Irlanda e Gran Bretagna hanno già superato.

«Asili nido con orari meno burocratici e più friendly per il lavoro dei genitori, tempo pieno generalizzato nelle scuole, centri per anziani - conclude Maria Luisa Bianco, ordinario di sociologia all'università del Piemonte orientale -: tutte misure che avrebbero l'effetto virtuoso di aumentare l'occupazione femminile e accrescere anche la domanda di lavoro retribuito nei servizi e nella scuola».

SEI INTERVENTI SOTTO LA LENTE IN SETTE PAESI:
PENSIONI

ITALIA
Per la pensione di vecchiaia l'età è 65 anni per gli uomini e 60 per le donne (61 nel pubblico fino al 2011). Dal gennaio 2012 per le donne della Pa l'età pensionabile sale a 65 anni.
GERMANIA
In Germania l'età pensionabile è di 65 anni per gli uomini e 60 per le donne. Dal 2012 tutti andranno a 65 anni per arrivare a 67 anni nel 2035.
SPAGNA
Si va in pensione a 65 anni (o con 35 anni di contributi). È possibile sottoscrivere una pensione complementare.
FRANCIA
Il progetto di riforma annunciato il 16 giugno innalza da 60 a 62 anni l'età pensionabile nel 2018 per il pubblico e per il privato. Dal luglio 2011 il diritto verrà ritardato ogni anno di 4 mesi. Nel calcolo sarà considerata anche la maternità.
GRAN BRETAGNA
L'età pensionabile è di 60 anni per le donne e 65 per gli uomini. Il governo progetta però un innalzamento a 66 anni dal 2016 per gli uomini ed entro il 2020 per le donne.
SVEZIA
Si va in pensione a 65 anni, ma è prevista la possibilità di finestre flessibili tra i 61 e i 67 anni.
OLANDA
Tutti vanno in pensione a 65 anni. Per avere il massimo della pensioni servono 50 anni di contributi.

CREDITI DI CURA
GERMANIA
Viene riconosciuta una contribuzione figurativa a chi si prende cura dei figli al di sotto dei 10 anni. Il lavoro di cura e di educazione dei bambini fino a 10 anni di età consente di anticipare l'età pensionabile.
SPAGNA
Non sono previsti benefici.
GRAN BRETAGNA
Il periodo di cura dei figli consente una riduzione dei contributi per l'ottenimento della pensione: il periodo minimo si riduce di un anno per ciascun anno speso nella cura di un figlio under 16.
SVEZIA
Nei primi 4 anni di vita dei figli i contributi per i periodi di cura sono pagati dallo stato.
OLANDA
Non sono previsti benefici.
ITALIA
I contributi figurativi per malattia del bambino sono utili per il diritto e per la misura di tutte le pensioni, senza alcuna eccezione. I seguenti periodi sono accreditabili a entrambi i genitori, alternativamente: l'intero periodo della malattia attestata da medico generico, qualunque sia la durata, se il bambino ha età inferiore ai 3 anni; nel limite di 5 giorni all'anno, per complessivi 10 giorni, se il bambino è di età compresa fra i 3 e gli 8 anni.

CONGEDI PAPÀ
SVEZIA
Alla nascita del figlio sono garantiti 30 giorni di congedo retribuito obbligatorio che può essere diviso in quattro periodi nell'arco di 1 anno.
FRANCIA
È previsto un congedo obbligatorio di 11 giorni, utilizzato effettivamente da circa il 73% dei padri fra i 30 e i 40 anni.
SPAGNA
I giorni di congedo per i padri sono quattro, a cui se ne aggiungono altri 30 facoltativi.
GERMANIA
Sono previsti 3 giorni di congedo obbligatorio.
ITALIA
Non è prevista l'astensione obbligatoria, ma il padre può usufruire di quella facoltativa in alternativa alla madre. Un disegno di legge all'esame della Camera propone di introdurre quattro giorni di astensione obbligatoria a stipendio pieno per i neopapà.
GRAN BRETAGNA
Sono previsti 3 giorni di congedo obbligatorio.
OLANDA
La legge sul congedo parentale risale al 1991. Finora ha usufruito del congedo il 12% dei padri. La percentuale sale al 40% nel settore pubblico, dove la remunerazione durante il congedo è più elevata.

VOUCHER
FRANCIA
Il voucher di conciliazione è chiamato «Cheque Emploi Service Universel (Cesu)» ed è stato istituito nel 2006 dal Piano di Sviluppo di Servizi alla Persona 2005. Il Cesu ha un campo di applicazione ampio: oltre che per i lavori domestici può essere utilizzato per l'assistenza alle persone anziane, handicappate o non autosufficienti, per i servizi di baby-sitting, per attività di sostegno scolastico e per altri generici servizi alla persona quali l'assistenza informatica ed amministrativa, il giardinaggio e la cura degli animali domestici.
GRAN BRETAGNA
Attraverso il Childcare Voucher i datori di lavoro hanno la possibilità di fornire un trasferimento monetario vincolato nella forma di voucher per l'acquisto di servizi di cura ai bambini presso privati autorizzati dallo Stato. In particolare i Childcare vouchers possono essere utilizzati come forma di pagamento totale o parziale per i seguenti servizi: iscrizione ad asili nido, servizi di baby-sitting, corsi pre-scolastici, iscrizioni a club non scolastici, partecipazioni a colonie vacanza, assunzione di ragazzi e ragazze alla pari. Tali trasferimenti, così come i costi amministrativi supportati dall'impresa, sono esentasse; inoltre, sono privi di oneri contributivi fino ad un massimo di 55 sterline (circa 71 euro) a settimana per dipendente.
ITALIA
Il piano per la conciliazione del ministero per le pari opportunità (in totale pari a 40 milioni) prevede risorse per incentivare anche l'acquisto di servizi di cura e voucher. Dopo il via libera della conferenza unificata stato-regioni, il budget di 38,72 milioni è stato assegnato e ripartito alle regioni che dovranno presentare programmi attuativi entro fine agosto

ASILI NIDO
EUROPA
In base agli obiettivi previsti dalla Strategia europea di Lisbona ogni paese della Ue dovrebbe raggiungere entro il 2010 la quota del 33% di posti disponibili per 100 bambini in età 0-3 anni. Secondo lo studio realizzato dalla Fondazione Cittalia-Anci Ricerche pubblicato lo scorso mese, con il 12,7% (Istat) il nostro paese è distante dagli obiettivi (la quota sale al 16% se si considerano anche i privati), mentre in Francia la percentuale di diffusione di asili nido è pari al 29%, in Germania al 16%. In Finlandia e Olanda il tasso è del 30%. Oltre la media Ue, Irlanda (38%), Gran Bretagna e Svezia (40%), Danimarca (64%). Maglia nera alla Spagna con il 5%.
ITALIA
La finanziaria 2007 ha previsto un finanziamento statale nel triennio 2007-2009 pari a 446 milioni di euro per l'incremento dei posti disponibili nei servizi per i bambini da zero a tre anni, a cui si aggiungono circa 281 milioni di cofinanziamento locale, per un totale di 727 milioni di euro. A oggi sono state impegnate tutte le risorse statali, erogandone l'83% alle regioni (372 milioni). Attualmente la copertura si attesta tra il 13% e il 16%. Per il 2010 la maggior parte del Fondo per le politiche della famiglia (circa 100 milioni) andrà alle regioni, che in larga parte (70/80 milioni) lo utilizzeranno per i nidi. Ai progetti di welfare aziendale (articolo 9 della legge 53/2000)saranno destinati 15 milioni (nel 2009, finanziati 54 progetti con 2,6 milioni). Altre iniziative: sezioni primavera (finanziamento globale di 91,4 milioni); ulteriori 25,2 milioni, di cui 18 del Dipartimento per le politiche della famiglia e 7,2 del Dipartimento per le pari opportunità, sono stati destinati al progetto pilota per i nidi aziendali nelle sedi della Pa nazionale. Al momento sono stati assegnati 4,2 milioni a 9 progetti. A breve uscirà un nuovo bando per distribuire i restanti 20 milioni.

MATERNITÀ
FRANCIA
Durata del congedo: 16 settimane (6 prima del parto e 10 in seguito)
Remunerazione: Indennità pari al 100% della retribuzione
GERMANIA
14 settimane (6 prima del parto e 8 in seguito)
Indennità pari al 100% della retribuzione
GRAN BRETAGNA
18 settimane
Indennità pari al 90% della retribuzione per le prima 6 settimane.
Per le 12 settimane successive consiste in una quota fissa.
ITALIA
21 settimane (1 o 2 mesi prima del parto e 3 o 4 mesi dopo)
Indennità pari all'80% della retribuzione
OLANDA
16 settimane
Indennità pari al 100% della retribuzione
SPAGNA
16 settimane prima o dopo la nascita (almeno 6) a discrezione della lavoratrice 18 settimane in caso di parto plurimo.
Indennità pari al 100% della retribuzione
SVEZIA
18 mesi
Indennità pari all'80% della retribuzione

Shopping24

Da non perdere

L'esempio di Baffi e Sarcinelli in tempi «amari»

«Caro direttore, ho letto (casualmente di fila) i suoi ultimi tre memorandum domenicali. Da

L'Europa federale conviene a tutti

Ho partecipato la scorsa settimana a Parigi a un incontro italo francese, dedicato al futuro

Non si può privatizzare la certezza del diritto

In questa stagione elettorale, insieme ad un notevole degrado, non solo lessicale, ma anche di

Le sette criticità per l'economia Usa

Quale futuro si prospetta per l'economia degli Stati Uniti e per quella globale, inevitabilmente

Sull'Ilva non c'è più tempo da perdere

La tensione intorno al caso dell'Ilva non si placa. Anzi, ogni giorno che passa – nonostante i

Casa, la banca non ti dà il mutuo? Allora meglio un affitto con riscatto. Come funziona

Il mercato dei mutui in Italia resta al palo. Nell'ultimo mese la domanda di prestiti ipotecari è


Jeff Bezos primo nella classifica di Fortune «businessperson of the year»

Dai libri alla nuvola informatica: Jeff Bezos, fondatore e amministratore delegato di Amazon,

Iron Dome, come funziona il sistema antimissile israeliano che sta salvando Tel Aviv

Gli sporadici lanci di razzi iraniani Fajr-5 contro Gerusalemme e Tel Aviv costituiscono una

Dagli Assiri all'asteroide gigante del 21/12/2012, storia di tutte le bufale sulla fine del mondo

Fine Del Mondo, Armageddon, end of the World, Apocalypse? Sembrerebbe a prima vista roba da