
Alle spalle i giardini dell'Eliseo e addosso un completo blu, assicura che non era «preparato» a uno scandalo di questo tipo ma considera le accuse «una vergogna». Nel giorno in cui i sondaggi di gradimento lo danno al punto più basso da quando è presidente, Nicolas Sarkozy parla alla nazione intervistato da David Pujadas su France 2. Doveva spiegare ai francesi la riforma delle pensioni, è stato costretto a difendere se stesso e il suo ministro del Lavoro Eric Woerth dalle accuse del caso Liliane Bettencourt.
L'indagine sull'ereditiera 87enne di L'Oreal su cui si indaga per finanziamenti illeciti, evasione fiscale e favori ai politici di centro-destra ha coinvolto sia Woerth sia Sarkozy, accusato di aver intascato dalla donna più ricca di Francia una tangente di 150mila euro durante la campagna elettorale del 2007.
Ieri sera, le due questioni che agitano il paese - la riforma previdenziale e lo scandalo di mazzette - si sono fuse per un'ora in diretta tv. Poche ore prima, gli agenti continuavano le perquisizioni nelle case delle persone coinvolte dallo scandalo.
Come ai tempi delle sfide con Ségolène Royal, Sarkozy è rimasto sicuro e tranquillo. Prima si chiama fuori da qualsiasi insinuazione: «Se fossi stato un uomo legato al denaro, avrei fatto un'altra carriera rispetto a quella di impegnarmi nella vita politica al servizio del paese, come faccio da 35 anni. La Francia non è un paese corrotto». Poi filosofeggia: «Da qualche settimana sento delle persone che esprimono il loro odio nei confronti del denaro. Mio Dio! Diffido di chi idolatra il denaro come di chi lo detesta. Alla fine è la stessa cosa. È un rapporto malsano». Infine contrattacca: «Sono stato eletto per risolvere i problemi della Francia: questo si fa attraverso le riforme, compresa quella delle pensioni. Quando fai riforme dai fastidio ad alcune persone, si urtano interessi e situazioni acquisite. La risposta spesso è la calunnia».
Il presidente ha ribadito che non intende tornare indietro sul contestato innalzamento dell'età minima pensionabile da 60 a 62 anni. Quello però che i francesi a tavola all'ora di cena volevano capire era che fine avrebbe fatto Woerth, il ministro travolto dalle indagini che dovrebbe firmare la riforma delle pensioni da oggi all'esame parlamentare. Secondo le rilevazioni pubblicate a metà giugno dal sito Mediapart e dal settimanale Le Point, Bettencourt ha donato 7.500 euro a un'associazione vicina a Woerth e poi ottenuto un rimborso di 30 milioni dal fisco quando lo stesso Woerth era ministro del Bilancio.
Chiamando per decine di volte l'intervistatore «monsieur Pujadas», Sarkozy assolve il suo ministro, destinato a una causa più grande. «Ho parlato con Woerth, gli ho detto che non ci sono più sospetti, che è completamente scagionato e che voglio che si consacri esclusivamente alla riforma delle pensioni». Il presidente spera così tanto in un impegno a tempo pieno sulla riforma previdenziale che consiglia a Woerth di «abbandonare la responsabilità di tesoriere del partito» (l'Ump), in modo da potersi dedicare totalmente alle nuove misure.
Quando la riforma per cui la Francia ha scioperato il 26 giugno sarà legge, si avvierà un rimpasto di governo. «Ci sarà una nuova tappa della vita politica dopo la riforma delle pensioni che sarà votata a fine ottobre», ha detto Sarzoky nel primo intervento pubblico dopo la serie di scandali che ha indebolito il suo governo. Forse anche per questo il presidente dà ragione a chi pensa a una squadra di governo «ristretta».
Sarkozy però trova tempo e modi per sfogarsi per tutte le ingiustizie subite: «L'abbiamo visto tre mesi fa: mia moglie ed io abbiamo subito le peggiori invenzioni, menzogne. Quattro anni fa, quando ero presidente dell'Ump, mi trovai di fronte all'inverosimile caso Clearstream. Ed ecco che, con la riforma delle pensioni, mi si descrive come qualcuno che, da 20 anni, andrebbe a casa della signora Bettencourt per portar via delle buste. È una vergogna. Il problema non è che io sia vittima di queste cose, ma che si perda tempo rispetto a quello che la gente si aspetta da me. Cioè una cosa semplicissima: uscire dalla crisi».
TRE ANNI DI POLEMICHE E GAFFE
2007
2008
Rachida Dati, ministro della Giustizia, da beniamina del presidente diventa un problema ingombrante fino all'allontanamento nel 2009. I maligni attribuiscono la caduta più alla Bruni che a Sarkozy
In febbraio Sarkozy viene ripreso mentre dà del «povero coglione» a un visitatore del Salone dell'agricoltura che lo aveva offeso
2009-2010
Nell' ottobre 2009 candida il secondogenito Jean alla testa dell'Epad, società che gestisce il quartiere d'affari de La Defense, Jean rinuncia dopo le polemiche
Nel gennaio 2010 si conclude con un non luogo a procedere per de Villepin, nemico di Sarkozy, il processo Clairstream, complessa vicenda fatta di accuse e contro-accuse tra i due politici
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