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L'età della pensione non si ferma


L'età della pensione sarà sempre più mobile. Con la norma contenuta nel maxiemendamento approvato giovedì scorso dal senato e ora all'esame della camera, i requisiti anagrafici per avere diritto al trattamento di anzianità e vecchiaia saranno agganciati alle rilevazioni dell'Istat sulla speranza di vita. L'effetto è che nel 2028 servirà un anno in più per accedere a tutti i trattamenti. A questo si aggiungerà anche l'attesa prodotta dalle «finestre»: l'altra novità contenuta nella manovra che, a partire dal 1° gennaio dell'anno prossimo, posticipa di 13 mesi per i lavoratori dipendenti e 19 per gli autonomi iscritti all'Inps il tempo necessario per godere della prestazione previdenziale. Nel sistema ad età scorrevole si inserisce un'ulteriore novità per chi lavora nel settore pubblico. In base alle richieste dell'Unione europea, l'equiparazione a 65 anni per la «vecchiaia» tra uomini e donne sarà anticipata già nel 2012.


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