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L'Anas blocca gli aumenti dei pedaggi dopo il lungo tira e molla con la giustizia amministrativa

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Questo articolo è stato pubblicato il 04 agosto 2010 alle ore 17:36.

Bloccati gli aumenti dei pedaggi. Dopo un lungo tira e molla - una sospensiva ordinata dal Tar Lazio e una dal Tar Piemonte, un appello di Palazzo Chigi e Anas al Consiglio di Stato che ha respinto la richiesta di sospensiva della sospensiva Tar - l'Anas ha comunicato alle società concessionarie di non farsi pagare gli aumenti stabiliti dalla manovra in vigore dal primo luglio.

Da uno scarno comunicato risulta che «l'Anas ha dato istruzione a tutte le società concessionarie di sospendere, nei tempi tecnici minimi indispensabili, la maggiorazione tariffaria adottata a partire dal primo luglio 2010», prevista dal decreto legge 31 maggio 2010 n. 78 e disposta operativamente da un Dpcm 25 giugno 2010. La decisione dell'Anas applica le «ordinanze del Tar Lazio e del Tar Piemonte e del decreto del Consiglio di Stato» di ieri. I Tribunali amministrativi di primo grado avevano giudicato illegittimi gli aumenti dei pedaggi contenuti nella manovra finanziaria, mentre ieri il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso che l'Anas e la presidenza del Consiglio avevano presentato, chiedendo «misure cautelari provvisorie» nei confronti dell'ordinanza sospensiva degli aumenti effettuata dal Tar.

Per ora gli 85 milioni circa che l'Anas aveva stimato di incassare dal primo luglio sino a fine anno dall'aumento dei pedaggi dovrebbero essere recuperati con una diminuzione lineare dei capitoli di bilancio dell'Amministrazione pubblica, con una norma inserita nel decreto su Tirrenia arrivato sul tavolo del consiglio dei Ministri. Così il Tesoro recupererebbe i fondi da destinare all'Anas per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade fino a dicembre 2010. Una copertura tecnica, ha spiegato il presidente dell'Anas Pietro Ciucci. Per eventuali rimborsi agli automobilisti per i pedaggi pagati dal 1°luglio fino alla decisione del Tar di sospendere gli aumenti, «vedremo quali sono le indicazioni che ci verranno date il 31 agosto» quando si riunirà il Consiglio di Stato per decidere nel merito, ha detto Ciucci.

«Sono convinto - ha detto il presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti - che è solo in questo modo che le istituzioni dimostrano di poter collaborare e funzionare al meglio nell'interesse esclusivo della collettività». Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha chiesto «una riflessione più profonda per rivedere questa decisione». E ha invitato il ministero delle Infrastrutture «a ridiscutere i termini del contratto di servizio con il concessionario monopolista per reperire i fondi attraverso una contrazione dei margini di profitto di Anas e non scaricandoli, come si é tentato di fare con questi aumenti, sulle spalle dei pendolari».

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