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Monito della Corte dei conti: se il Pil cresce poco sarà difficile ridurre le tasse

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Questo articolo è stato pubblicato il 19 ottobre 2010 alle ore 12:15.

La prolungata bassa crescita del Pil, il prodotto interno lordo, «renderà difficile la riduzione del carico fiscale»: a parlare è il nuovo presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, classe 1938, in occasione della cerimonia di insediamento, a Roma, alla presenza tra gli altri del capo dello Stato, Giorgio Napolitano e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Per Giampaolino, l'attuale situazione economica «rende difficile conservare obiettivi di spesa espressi in quota del prodotto, così come fissare obiettivi di riduzione della pressione fiscale applicata».

In questo contesto anzi «è essenziale non solo controllare la spesa pubblica ma soprattutto operarne una corretta qualificazione». Il motivo? «Che rispetto alle proiezione di inizio legislatura, la politica di bilancio deve misurarsi con una perdita permanente di entrate per circa 70 miliardi e di prodotto per circa 130 miliardi (e con una spesa pubblica crescente nelle prestazioni essenziali)». Del resto, ha aggiunto il neo presidente dei magistrati contabili, la crisi non ha risparmiato i paesi dell'area euro, che hanno peggiorato i conti pubblici: «Nel 2009 - ha detto - in rapporto al Pil, il disavanzo dei bilanci pubblici é più che triplicato rispetto al 2008, superando in tutti i maggiori paesi la soglia critica del 3 per cento».

Preoccupazione condivisa dal sottosegretario Gianni Letta, che ha evidenziato come il permanere «di una fase di difficoltà per le finanze nazionali, richieda costante attenzione per la gestione della spesa pubblica». Parlando invece di federalismo, Letta ha ricordato come esso costituisca «la scelta matura e consapevole di un paese sicuro della sua indipendenza e unità».

Giampaolino ha poi affrontato il tema dellacorruzione all'interno della pubblica amministrazione: «episodi che persistono», ha ricordato, e che «talvolta sono di provenienza comunitaria», ma «preoccupano i cittadini e anche le istituzioni, il cui prestigio ed affidabilità sono messi a dura prova da condotte individuali riprovevoli».

Per il neo presidente della Corte dei conti poi, con la nuova versione del patto di stabilità e crescita varato ieri, «si passerebbe a un potenziamento della fase di "prevenzione", con un'attenzione al monitoraggio in corso d'anno e alla verifica della sostenibilità dei conti nel medio periodo». Questa, ha aggiunto, «è la proposta del semestre europeo, che dovrebbe prendere avvio all'inizio del 2011, e che prevede il coordinamento ex ante delle politiche economiche, con una valutazione concomitante dei programmi di stabilità e dei programmi nazionali in tema di riforma». Purchè, ha subito precisato, ci sia consapevolezza «che la sola disciplina di bilancio non è sufficiente a garantire la stabilità economica e finanziaria».

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