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Cei: l'Italia non può più galleggiare

Carlo Marroni



ASSISI
Uno scatto in avanti per evitare la stagnazione. Alla politica i vescovi chiedono di occuparsi dei problemi reali del paese, a partire dall'occupazione, per cui serve un patto tra tutte le forze in campo. Aprendo ad Assisi la 62esima Assemblea della Cei, il presidente-cardinale Angelo Bagnasco ha inviato un messaggio politico all'inizio della settimana decisiva per le sorti del governo di centro-destra: «Non è più tempo di galleggiare», ma occorre «fare tutti uno scatto in avanti concreto e stabile verso soluzioni utili al paese e il più possibile condivise». Dai vescovi italiani, che un mese e mezzo fa si dicevano «angustiati» per il paese, giunge ora «un invito sempre più accorato e pressante a cambiare registri». Da Bagnasco nessun riferimento alle vicende interne alla maggioranza né a quelle personali del premier. In particolare, sulla moralità nella vita pubblica, qualche passaggio, quando, accennando alla «caduta di qualità» della politica, entra in causa la «dimensione morale».
«Non abbiamo suggerimenti tecnico-politici da offrire – ha aggiunto – salvo un invito sempre più accorato e pressante a cambiare registri, a fare tutti uno scatto in avanti concreto e stabile verso soluzioni utili al paese e il più possibile condivise». E si denuncia «il rischio che il paese si divida non tanto per questa o quella iniziativa di partito quanto per i trend profondi che attraversano l'Italia e che, ancorandone una parte all'Europa, potrebbero lasciare indietro l'altra parte. E in questo quadro un nuovo invito ai cattolici a partecipare alla politica, per il «dovere di servire» e non per «smania di rilevanza», esercitando la propria «autonomia di coscienza» senza cedere «alle lusinghe, anche a costo di essere scomodi». Poi un riferimento alle riforme in agenda, affinché «siano istruite nelle maniere utili, perché non si indebolisca la rappresentatività politica». A essere chiamata in causa «è la politica intesa come "casa comune", quella che ancora una volta si propone quale aspirazione persuasiva e urgente: alla casa tuttavia non basta un tetto, ha bisogno di strutture varie e elementi diversi, tra loro ben congegnati e connessi». Poi un appello: convocare al più presto ad «uno stesso tavolo governo, forze politiche, sindacati e parti sociali» per «approntare un piano emergenziale sull'occupazione». Un obiettivo che Bagnasco giudica «possibile e che sarebbe un segno che il Paese non potrebbe non apprezzare». Non è mancata una tirata d'orecchie ai media: «La corsa all'audience ha fatto raggiungere livelli di esasperazione brutale», al punto da rendere «necessaria una riflessione più profonda e onesta di questi meccanismi». Sui fatti di pedofilia il cardinale ha riconosciuto «peccati di omissione e tradimenti della fiducia» nel passato atteggiamento della Chiesa, e ha confermato pieno impegno per prevenire e affrontare i casi. Nel suo messaggio di saluto Benedetto XVI ha affermato che c'è, oggi, una «crisi di fiducia nella vita», di fronte alla quale «non è sufficiente un generico richiamo ai valori» ma occorre una «alleanza» educativa che parta «da una nuova prossimità alla famiglia», «che ne riconosca e sostenga il primato educativo».
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