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Marc Simoncini vende Meetic, il numero uno dei siti di incontri in Europa

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Questo articolo è stato pubblicato il 10 novembre 2010 alle ore 20:06.

PARIGI - Marc Simoncini, alias il belloccio del web ed esponente di una nuova generazione di ricchi imprenditori francesi, che hanno fatto fortuna con internet, vende Meetic, numero uno in Europa dei siti per incontri. La notizia girava da tempo, ma Simoncini l'ha ufficializzata solo oggi. Ci sarebbero già compratori interessati: «Stiamo trattando qui in Francia, ma anche in Germania e negli Stati Uniti», ha precisato.

La novità ha avuto un certo effetto a Parigi. Dove Meetic è nato e dove è ancora (proprio il caso di dirlo) un mito, ancora di salvezza per anime sole e/o abbandonate. Ma anche per tante fan di Desperate Housewives, che vogliono distrarsi con una serata o qualcosa di più. Il sito contava 869mila iscritti (e paganti: l'abbonamento varia tra i 15 e i 55 euro al mese) alla fine di settembre: niente male rispetto a tanti che sulla rete si agitano, ma non riescono a tirare su neanche un soldo. Sì, Meetic, creato nel 2001 e quotato quattro anni più tardi, è pure un business. E in effetti in tanti si chiedono: ma ora cosa inventerà il nostro Simoncini?

Ritorniamo al personaggio. 47 anni, anche se ne dimostra di meno, e sempre griffatissimo, Marc, nato a Marsiglia, ha vissuto da bambino in 50 metri quadrati, assieme ai due fratelli e ai genitori. Al liceo è stato bocciato due volte, prima di intraprendere studi di informatica con un certo interesse. Nel gotha finanziario francese rappresenta uno dei rari «marziani», che non proviene da famiglie abbienti e soprattutto da una delle «grandes écoles», fucine dell'élite nazionale. Già alla metà degli anni ottanta iniziò a lavorare nel mondo del minitel, quello schermo alla portata di gran parte delle famiglie francesi, che anticipò internet. Per Simoncini, però, gli inizi non furono facili. La svolta arrivò nel 1998, quando diede vita a iFrance, uno dei primi portali generalisti della rete nel suo paese, che riuscì a vendere (prima dello sboom di internet) al colosso Vivendi, per la bellezza di 182 milioni di euro. Con quei soldi più tardi ha dato vita a Meetic, da subito un grande successo. Poi diventato nel settore numero uno del vecchio continente grazie alla fusione con le attività europee di Match, filiale del gruppo di Barry Diller, lo statunitense InterActive Corp.

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Tags Correlati: Barry Diller | Dati di bilancio | Desperate Housewives | EHarmony | Francia | Germania | Marc Simoncini | Meetic

 

La capitalizzazione attuale di Meetic oscilla intorno ai 470 milioni di euro. Anche se oggi il titolo si è preso una bella batosta (-12,3%, scendendo a 19,20 euro). Sarà l'uscita di scena annunciata da Simoncini. Ma anche, in contemporanea, dati trimestrali non euforici come quelli visti nel passato. Nei primi nove mesi del 2010 il fatturato è cresciuto del 22,5%, a 137,7 milioni di euro, ma l'utile netto si è ridotto a 9,1 milioni, il 21,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2009. Non solo: Simoncini ha detto che non rispetterà le previsioni di aumento del giro d'affari per tutto il 2010, che erano state fissate tra il 7 e il 10 per cento, a causa di un forte rallentamento in Germania negli ultimi mesi, dove l'americana eHarmony è entrata nel capitale della tedesca eDarling. «Globalmente i nostri concorrenti in quel paese hanno investito un centinaio di milioni di euro in pubblicità – ha ricordato Simoncini -. È diventata dura davvero».

Forse non è proprio il momento migliore per andarsene. E in effetti Simoncini ha detto che, anche dopo la vendita della sua quota (il 23% del capitale, che è proposta assieme al 26,8% detenuto da InterActive Corp), potrebbe rimanere nel gruppo come manager, almeno in una fase transitoria, tanto più che dall'inizio del 2011 Meetic sarà proposto anche su smartphone, una tappa importante. Questi tipi di siti, fra l'altro, soffrono della concorrenza dei social network. E il nostro Marc, probabilmente, ha capito che bisogna cambiare aria. Già nel marzo scorso aveva creato Jaina Capital, un fondo d'investimento, con una dotazione di un centinaio di milioni di euro, che finanzia start-up con idee interessanti per il business della rete, sapientemente selezionate da Simoncini in persona. Lui su iTélé conduce una trasmissione, che è una sorta di Xfactor, dove dà la sua opinione sulle proposte di giovani, che vogliono creare start-up. Un po' pirata, un po' signore, come diceva qualcuno una volta, Simoncini sa bene come navigare nella Francia contemporanea. Pur affascinato da piccolo dal nonno, comunista sfegatato, figlio di marchigiani immigrati in Francia, nel 2007, alle elezioni presidenziali, ha tifato apertamente per Sarkozy. Le sue avventure, archiviato Meetic, non sono finite. Riserverà di sicuro qualche sorpresa.

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