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Questo articolo è stato pubblicato il 16 novembre 2010 alle ore 18:09.
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Milano potrebbe essere il primo banco di prova per il Terzo polo costituito da Fli, Udc, e Api di Francesco Rutelli. Con l'ex sindaco, Gabriele Albertini primo attore. Ancora non c'è nulla di ufficiale ma la trasferta romana, ieri, di Albertini a tutta l'aria di una prima verifica di fattibilità. Il parlamentare europe vicino ai finiani, ex primo cittadino, ha avuto tre diversi colloqui con Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli. Al termine dei quali non ha confermato nulla e si è limitato a precisare: «abbiamo soltanto parlato, la situazione è molto delicata». Di certo per ora c'è la data per un'uscita pubblica, a Milano il 27 novembre al teatro Franco Parenti, per una tavola rotonda organizzara dal centro di formazione politica di Massimo Cacciari. Interverranno Luca Cordero di Montezemolo, Pier Ferdinando Casini, Francesco Rutelli, Benedetto Della Vedova e, appunto, Gabriele Albertini.
Insomma Milano si avvia ad essere laboratorio di un esperimento politico da riproporre poi in ambito nazionale, alle politiche. Che Albertini potesse scendere in campo se alle primarie avesse vinto Giuliano Pisapia, lo dicevano in molti, già prima del voto nel centrosinistra di domenica scorsa. E ora i tempi sono davvero maturi per l'outing.
La candidatura di Gabriele Albertini, sostenuto da Fli, Udc e Api solleverebbe non pochi problemi nel Pd. Perché il rischio è che catalizzi i voti degli scontenti della scelta di Pisapia, elettori che si sentono più vicini al centro che non alla sinistra vendoliana. Molto dipenderà anche da cosa accadrà nella campagna elettorale, se Giuliano Pisapia darà prova con il suo programma, come ha già annunciato, di includere alcune delle proposte avanzate dal Partito democratico e da Stefano Boeri, allora i pericoli di un'erosione del voto democratico potrebbero essere ridimensionati.
Massimo Cacciari, indicato da alcuni tra i registi dell'operazione Albertini, non nasconde il suo entusiasmo. «L'offerta di Milano con la Moratti e Pisapia lascia una tale voragine aperta che mi sembra strano che Albertini non ci pensi perché é una bellissima opportunità per la sua carriera». Per il filosofo l'incertezza dell'ex sindaco resta un mistero. Anche perché, dice Cacciari «nel centrodestra ormai non ha più sbocchi e la partita é chiusa».









