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Questo articolo è stato pubblicato il 26 novembre 2010 alle ore 09:45.
Corruzione: é questa l'ipotesi di reato per cui gli amministratori delegati di Enav, Guido Pugliesi, e di Selex Sistemi Integrati, Marina Grossi (moglie del numero uno di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini), sono indagati dalla Procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti assegnato a Selex Sistemi Integrati (Finmeccanica) dall'Ente nazionale di controllo di assistenza al volo.
In tutto gli indagati sono una decina, tra cui il direttore centrale delle relazioni esterne di piazza Montegrappa, Lorenzo Borgogni, il presidente dell'Enav, Luigi Martini, l'ex consulente esterno di Finmeccanica, Lorenzo Cola, il commercialista di Cola, Marco Iannilli, e l'imprenditore Tommaso Di Lernia, proprietario di Print System, una delle società perquisite oggi. Nella lista figurano anche altri dirigenti di Selex S.I.. Per tutti questi indagati i magistrati, coordinati dal procuratore aggiunto, Giancarlo Capaldo, ipotizzano reati di natura fiscale. Gli appalti assegnati da Enav a Selex Sistemi Integrati al centro dell'inchiesta sono una decina e risalgono al periodo che va dal 2005 al 2010. Tra questi figurano i lavori per gli aeroporti di Palermo, Napoli e Lamezia Terme.
L'inchiesta, sottolineano gli inquirenti, «riguarda esclusivamente alcuni appalti assegnati da Enav a Selex Sistemi Integrati tramite l'affidamento diretto, senza ricorrere alla gara ad evidenza pubblica, a nostro giudizio in violazione della normativa vigente». Secondo l'ipotesi investigativa, molti degli appalti sono stati affidati da Selex S.I. in subappalto a società (quelle oggetto delle perquisizioni effettuate oggi) che hanno sovrafatturato i lavori eseguiti, in violazione della normativa fiscale. A loro volta, sia Enav che Selex S.I., avrebbero sovrafatturato i lavori. Per gli inquirenti il sistema consentiva l'assegnazione di appalti nel settore della Difesa e della sicurezza aerea, frazionando le commesse e generando una maggiorazione di costi, dunque un guadagno illecito per gli intermediari. Il sospetto é che il giro di sovrafatturazioni servisse ad accantonare provviste destinate a pagare tangenti ai dirigenti di Selex e Enav.
Le perquisizioni e i sequestri eseguiti stamani sono serviti a raccogliere materiali utili a valutare la congruità delle fatture emesse dalle società coinvolte rispetto ai lavori fatti e ai flussi finanziari tra le medesime aziende. In alcuni casi gli inquirenti si sono trovati di fronte a livelli di redditività che vengono definiti «eccezionali, indizio del ricorso a sovraffatturazioni e a tangenti destinate alla corruzione». Borgogni e Cola, riferiscono le medesime fonti, sono indagati in quanto avrebbero beneficiato di somme derivanti dal giro di sovrafatturazioni per garantire alle società amiche i lavori in subappalto. «Borgogni e Cola - spiega una fonte vicina alle indagini - avevano la possibilità di indicare a Selex S.I. le società a cui dare in subappalto i lavori». Iannilli é indagato in qualità di titolare della Arc Trade Srl, una delle società perquisite. Proprio Cola e Iannilli sono il "trait d'union" tra l'inchiesta sugli appalti dell'Enav e quella sull'affare Digint, con l'ingresso di Gennaro Mokbelnella società lussemburghese che controllava la partecipata al 49% da Finmeccanica. Tommaso Di Lernia, imprenditore noto alle cronache per essere stato arrestato nell'aprile del 2006 nell'inchiesta sulla scalata alla Rcs, é il proprietario della Print System, società con 6,5 milioni di fatturato specializzata in sistemi radar e con un portafoglio clienti che ha in Selex S.I. ed Enav i due principali committenti.







