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Più veloce della Tav, il progetto futuristico di un treno che va a 2000 km all'ora

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Questo articolo è stato pubblicato il 28 novembre 2010 alle ore 18:30.

MOSCA - I giapponesi sperano di riuscire a portare per il 2025 la velocità dei loro treni super veloci a 500 chilometri orari. Gli ingegneri cinesi lavorano su un treno che tra 5-10 anni dovrebbe arrivare a mille chilometri all'ora. In Russia, il "Sapsan", l'unico treno ad alta velocità (della famiglia dei treni elettrici Velaro di Siemens AG) raggiunge 250 chilometri all'ora sulla rotta tra Mosca e San Pietroburgo (600 km.)

In Bielorussia i treni ad alta velocità ancora non ci sono, ma ci sono invece le idee rivoluzionarie: secondo l'architetto Pavel Konyaev, 24 anni, l'umanità dispone già adesso, o disporrà in un futuro molto vicino, di tutte le tecnologie indispensabili per far andare i treni a 1.200, 1.500 e addirittura a 2mila chilometri all'ora. «Così per compiere il mitico viaggio della Transiberiana, da Mosca a Vladivostok (9.288 chilometri), ci vorranno non otto giorni, ma poco più di quattro ore», sostiene Konyaev, che ancora tre anni fa aveva proposto di mettere i treni dentro un maxi tubo, con dentro un vuoto profondo. Per farli andare sarà usato il noto principio di levitazione magnetica. Senza la resistenza dell'aria un "treno" di questo genere, che assomiglierà piuttosto a un sottomarino o a una navicella spaziale, potrà accelerare senza problemi a 1.500-2.000 chilometri all'ora. La velocità di crociera varierà da una zona geografica all'altra: in Europa, dove ci vorranno molte più stazioni, che per esempio in Siberia, la velocità tra un'accelerazione e una decelerazione non dovrà superare i 1.200 chilometri all'ora, mentre nelle zone deserte il treno potrà andare senza problemi alla sua velocita massima.

I tunnel, o meglio dire i "tubi" dentro i quali nel vuoto si sposteranno i treni magnetici del futuro, dovranno essere costruiti su pali, all'altezza di 5-12 metri sopra la superficie della terra, per non ostacolare il traffico su autostrade e per permettere la coltivazione dei terreni agricoli, che attualmente vengono tagliati dalle ferrovie. I tunnel rappresenteranno una complessa costruzione "resistente e durevole" a più strati composta di un tubo di cemento armato, di materiali compositi e di un involucro di plastica che garantirà l'ermeticità dell'intera costruzione. Per ognuna delle due direzioni ci vorrà un "tubo" proprio, mentre i due "tubi" potranno essere collocati l'uno accanto all'altro, oppure l'uno sopra l'altro e potranno essere ricoperti da un "cofano" protettivo comune. Per non far soffrire i passeggeri che non sopportano trovarsi dentro uno spazio chiuso, al posto delle finestre Konyaev propone di mettere degli schermi televisivi con l'effetto 3D, che trasmetteranno i paesaggi preregistrati durante un analogo viaggio su un treno "normale", oppure di inserire nel tubo una specie di "fascia" trasparente. Questa opzione però renderà l'intera costruzione molto meno rigida e resistente. Infine bisognerà pensare a come pulire questa "finestra" lunga parecchie migliaia di chilometri.

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Il tunnel sara diviso in "blocchi" lunghi 3-4 chilometri ciascuno, divisi da "porte" speciali che potranno essere chiuse nelle situazioni di emergenza, in caso di un incidente o di un attentato terroristico: il treno in avaria si fermerà in mezzo tra le porte chiuse, dentro quel tratto sarà pompata automaticamente dell'aria, dopodiché i passeggeri potranno abbandonare il treno. A loro volta le porte dovranno essere fatte di un materiale abbastanza fragile: in caso di chiusura non sanzionata il treno potrà perforare questa porta senza danni.Tra gli aspetti positivi del "treno nel tubo" c'è un impatto molto basso sull'ambiente: le emissioni di CO2 saranno di 112 volte sotto delle emissioni di un'autovettura moderna.

Konyaev riconosce però che per la realizzazione pratica del suo progetto futuristico ci vorranno delle risorse materiali inedite: la costruzione di un chilometro di tunnel con tutte le rispettive infrastrutture potrà venire a costare tra 60 milioni a 90 milioni di dollari. Così una Transiberiana di Konyav nella sua versione più economica verrebbe a costare 558 miliardi di dollari. E questo senza i costi dei treni né delle stazioni ferroviarie. Per far funzionare l'intero sistema ci vorranno delle centrali elettriche speciali e dei sistemi di pompaggio che riusciranno a mantenere dentro i "tubi" il vuoto necessario, come nello spazio aperto.

Prima e dopo ogni stazione bisognerà costruire dei percorsi speciali con numerose chiuse (ancora da inventare) di accelerazione e di decelerazione con una graduale diminuzione (o aumento) della pressione dell'aria. Eccetera, eccetera, eccetera. Per questo i colleghi di Konyaev hanno chiamato il progetto dell'architetto bielorusso «una bella idea da fantascienza». Il giovane architetto bielorusso non si fa scoraggiare e intanto lavora sul progetto di un terminale logistico che permetterà di trasformare la sua città natale, Brest, in un importante nodo trasportuale tra l'Europa, la Russia e l'Asia. Per compiere un video viaggio virtuale lungo la mitica Transiberiana visitate: http://www.google.ru/intl/ru/landing/transsib/

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