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Nel piano logistica ora spunta l'Authority

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Questo articolo è stato pubblicato il 12 dicembre 2010 alle ore 08:11.


ROMA
Spunta anche l'authority dei trasporti nel piano nazionale della logistica. Il documento già sottoposto al vaglio parlamentare attraverso le audizioni e approvato dalla consulta generale per l'autotrasporto, sta subendo una serie di aggiustamenti, prima di essere inviato al ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Caldeggiata da Confindustria e dalla commissione Trasporti della Camera, presieduta da Mario Valducci, l'authority compare nel quarto asse strategico del piano, incastonato in una lista di 51 obiettivi strategici (molti dei quali elencati, ma non approfonditi) che spaziano dalla politica fiscale per la logistica, alla riforma dei porti, passando per i sistemi intelligenti di trasporto. «L'obiettivo del piano - dichiara il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino - è abbattere le inefficienze logistiche del nostro paese velocizzando i tempi di collegamento. Una duplice azione che renderà il nostro sistema più competitivo, attirando nuovi flussi di traffico».
Una volta esaminato dal ministro Matteoli, il documento sarà inviato (crisi politica permettendo) al consiglio dei ministri e al Cipe. Ma è facile prevedere che i tempi di attuazione dei 51 obiettivi strategici non saranno rapidi.
Per ora nel campo dell'autotrasporto, il primo passo operativo sarà la discussione da parte dell'osservatorio del decreto relativo alle multe per i ritardi sui tempi di carico e scarico. La riforma della disciplina sui Tir approvata la scorsa estate con la legge 127/2010 prevede infatti per il committente una sanzione per ogni ora o frazione oltre il tetto di sforamento concesso di due ore. Il decreto in discussione chiarirà come calcolare questi ritardi e soprattutto specificherà che porti, interporti e terminal ferroviari seguiranno un binario proprio, rimettendosi a specifici accordi di settore che saranno siglati da ministero, Assoporti, Fs e Uir.
Dovrebbe vedere la luce per fine anno anche la proroga a tutto il 2010 dell'ecobonus, a sostegno del trasferimento delle merci che viaggiano via terra verso le cosiddette autostrade del mare. In arrivo ci sono altri 30 milioni di euro che finanzieranno soprattutto i collegamenti con la Sicilia (si veda il pezzo in pagina). Vicino al traguardo è anche lo sportello unico doganale, previsto da un dpcm già firmato dal premier Silvio Berlusconi e in attesa del lasciapassare della Corte dei conti.

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Tags Correlati: Altero Matteoli | Assoporti | Bartolomeo Giachino | Camera dei deputati | Cipe | Concorrenza | Confindustria | Corte dei Conti | Eleuterio Arcese | Ferrovie dello Stato | Gianmarco Giorda | Gian Maria Gros Pietro | Mario Valducci | Silvio Berlusconi | Trasporti

 

Contro l'accelerazione impressa al piano della logistica punta il dito Cesare Trevisani, vicepresidente di Confindustria per Infrastrutture, logistica e mobilità: «Pur condividendo lo spirito, che riconosce alla logistica un ruolo prioritario, riteniamo che il documento avrebbe dovuto essere sottoposto a una consultazione più ampia e a un maggior coinvolgimento da parte del governo».
Sostanzialmente positivo il giudizio di Anita che per bocca del presidente, Eleuterio Arcese, condivide soprattutto le misure proposte per la riduzione del costo del lavoro «un elemento prioritario per rafforzare il tessuto imprenditoriale italiano e ridare competitività alle nostre imprese». Quella della riduzione del costo del lavoro è uno degli assi strategici del piano che, insieme con la politica di sgravi fiscali e contributivi, punta a ridurre il grosso gap delle imprese di autotrasporto, spingendo le aggregazioni.
«Anche il rilancio del cargo ferroviario e lo sviluppo del trasporto aereo sono obiettivi virtuosi e utili per l'intera economia italiana – commenta il direttore generale di Confetra, Piero Luzzati – ma maggiore attenzione dovrebbe essere rivolta alla liberalizzazione dei servizi postali e agli enormi ritardi di pagamento dell'Iva a credito da parte dello Stato». Per Gian Maria Gros Pietro, presidente di Federtrasporto, «il piano della logistica riuscirà a superare il gap infrastrutturale del nostro paese, perché non è più concepito in termini di modalità, ma di tratte» ma a richiamare sulla necessità che «diventi vincolante per tutte le parti interessate» è Conftrasporto, che definisce il documento «completo, perché indica obiettivi e definisce azioni utili a dare competitività al sistema paese».
Disco verde dalle associazioni automobilistiche dell'Anfia, che indicano come prioritario il recepimento, all'interno del documento, di misure incentivanti di tipo fiscale, che favoriscano un rinnovo del parco circolante. Accanto a questo il direttore operativo, Gianmarco Giorda, suggerisce «misure che facilitino la diffusione delle tecnologie intelligenti, nel quadro della direttiva Its».
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