
Il Supremo Tribunal Federal riaprirà il caso Battisti. A dirlo è stato ieri il presidente, Cezar Peluso, che ha ordinato di riaprire il dossier sull'estradizione di Battisti presso l'Alta Corte brasiliana, a seguito della richiesta di scarcerazione dei legali dell'ex terrorista rosso e del ricorso presentato dagli avvocati dell'Italia per bloccare tale richiesta.
Lo rende noto un comunicato dell'Stf, rilevando che Peluso ha ordinato di "disarchiviare" il procedimento e di allegare agli atti la richiesta «dell'immediato rilascio» di Battisti presentata ieri dopo il diniego all'estradizione deciso il 31 dicembre dall'ex presidente Lula. «Oggi, il governo italiano ha chiesto che Battisti rimanga in prigione, fino all'esame da parte dei ministri della Corte» di tale decisione: «Anche questa richiesta - precisa la nota - sarà allegata» agli atti relativi al procedimento.
Frattini puntualizza: l'accordo militare fra Italia e Brasile resta valido
In mattinata alcune agenzie di stampa avevano diffuso la notizia che l'accordo militare tra Italia e Brasile, che doveva essere ratificato dal Parlamento italiano alla riapertura dei lavori, non sarà siglato finchè non sarà risolto il caso Battisti. In una dichiarazione alla televisione brasiliana Rede Globo il ministro degli Esteri Franco Frattini si è detto «indignato che un criminale possa presto circolare liberamente per le belle spiagge brasiliane», e ha aggiunto: «Quando un terrorista è condannato in un Paese, questo ha il diritto di vederlo chiuso in galera ovunque si rifugi». Frattini ha anche avvertito il governo brasiliano che «difficilmente» il trattato commerciale siglato ad aprile tra Italia e Brasile, tra cui quello per la fornitura di armi, possa essere ratificato prima che sia trovata una soluzione al caso Battisti.
Dalla Farnesina è poi arrivata una nota per puntualizzare il senso delle parole del ministro: «Frattini ha dichiarato che non esiste il clima propizio per una ratifica a gennaio dell'accordo (economico e militare con il Brasile)» anche se «l'accordo resta pienamente valido», smentendo che il ministro abbia mai dichiarato che «l'accordo militare Italia Brasile "non potrà essere siglato finchè non sarà risolto il caso Battisti"».
L'Ue si tira fuori: la questione è fra Italia e Brasile
Il portavoce della Commissione europea Michael Mann ribadisce che il caso Battisti è una questione «bilaterale» e che «non è prevista una competenza della Commissione».
«Non esiste un trattato di estradizione tra Unione europea e Brasile», ha spiegato Mann sottolineando che è quindi una questione bilaterale tra Brasile e Italia. «Mann parla a nome dell'intero gabinetto Ashton», ha poi spiegato - nel corso di una conferenza stampa - un altro portavoce della commissione, Olivier Bailly, dopo che ieri la Farnesina aveva commentato le dichiarazioni di Mann come «superficiali» parlando di «caso più complesso» e di una possibile iniziativa Ue, promossa dall'Italia.
Carla Bruni: sul caso Battisti solo falsità. «Non sono mai intervenuta in favore di Cesare Battisti»: lo ha detto mercoledì sera all'Ansa Carla Bruni-Sarkozy, moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy, intervenendo sulle polemiche in cui è stata coinvolta in Italia. «Mi dissocio nel modo più assoluto - ha aggiunto la première dame - da tutte le dichiarazioni che mi riguardano su Battisti».
Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, si è schierato contro Carlà: «È vero che nelle cose della politica e della cultura, come direbbero a Roma, è un'impunita», ha dichiarato in una nota Galan, «ma è sopportabile accettare tutto questo quando si tratta di giudicare o valutare ciò che dice chi sta dalla parte dei terroristi, e quanto viene affermato invece da chi i terroristi combatte e condanna?» In breve, ha argomentato il ministro, «perché dovremmo credere a Carla Bruni e non invece a Bruno Berardi, cui i brigatisti assassinarono il padre, maresciallo di polizia? Io credo a Berardi, che sta dalla parte delle vittime del terrorismo, e di sicuro credo meno di niente a ciò che sostiene Carla Bruni che nulla ha detto o fatto per sostenere le ragioni di chi si attende che giustizia sia fatta, chiudendo in galera per sempre il criminale Cesare Battisti».
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