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Questo articolo è stato pubblicato il 10 febbraio 2011 alle ore 16:20.

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Addio alle note dei grandi artisti, David Bowie, Miles Davis, addio music hall, Evita, A Chorus Line, Jesus Christ Superstar: il sipario dello Smeraldo chiude per sempre per lasciare spazio agli spaghetti alla chitarra. Eataly, il tempio dell'alta cucina italiana diventato portabandiera dei sapori made in Italy a New York e a Tokio, nel 2012 aprirà i battenti nella sede dello storico teatro di Milano.

Lo ha reso pubblico il fondatore della catena Oscar Farinetti che intende inaugurare il nuovo punto vendita milanese il 25 aprile: una data doppiamente simbolica visto che «Milano si è guadagnata la medaglia d'oro per la Resistenza» e la piazza in cui si affaccia il teatro è intitolata al giorno della liberazione. «Ogni Eataly che apriamo lo vogliamo legare a un valore: qui a Milano sarà ancorato allo spettacolo. Non possiamo uccidere un luogo storico come questo, dove hanno cantato Bob Dylan e Ray Charles: per questo ci sarà sicuramente un palco che ospiterà spettacoli e concerti».

La trattativa con Gianmario Longoni, patron dello Smeraldo, che aveva già annunciato la decisione di abbandonare l'attività, è alle battute finali. «Se non ci saranno intoppi burocratici - ha assicurato Farinetti - apriremo il 25 aprile 2012 con la classica formula di Eataly: mercato, ristorazione e didattica». (L.B.)

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