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Mubarak avvia la transizione, poteri a Suleiman. «Ma non lascio». Esplode la rabbia in piazza Tahrir

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Questo articolo è stato pubblicato il 10 febbraio 2011 alle ore 16:29.

«Resto fino alle prossime elezioni». Hosni Mubarak poco prima delle 22 ore italiana di giovedì 10 febbraio è apparso alla tv di stato egiziana per un attesissimo messaggio alla nazione. «La transizione del potere comincia adesso e andrà avanti fino a settembre» ha detto l'anziano presidente, che non ha pronunciato la parola «dimissioni» ed ha annunciato soltanto di volere trasferire i suoi poteri al vicepresidente Omar Suleiman, in base a quanto stabilito dalla Costituzione. In giornata si era parlato addirittura di una fuga del presidente, al potere da trent'anni. Ma le aspettative di piazza Tahrir, la piazza della rivoluzione permamente al Cairo, gremita da centinaia di migliaia di persone, sono state deluse.

La diretta video di Al Jazira

«Deve andarsene, abbasso Mubarak, Omar Suleiman nulla» ha iniziato a scandire la folla dopo il discorso, fortemente contestato dai manifestanti, che hanno levato le scarpe al cielo in segno di disprezzo. In molti hanno chiesto ai militari di accompagnarli al palazzo presidenziale. A tarda sera migliaia di manifestanti anti-regime si sono diretti da piazza Tahrir verso la sede della radio e tv di stato egiziane, distanti circa un chilometro dal cuore della protesta e protette da uno schieramento di agenti della guardia presidenziale.

Il rais ha detto di volere rimanere al suo posto («non lascerò mai questa terra») e di non accettare l'ipotesi di prendere ordini da altri né di subire «diktat da altri paesi» sino alle prossime elezioni, quando cederà i poteri a chi uscirà vincitore dalla prova delle urne. «Giorno dopo giorno - ha scandito Mubarak - avverrà da ora a settembre una pacifica transizione per il cambiamento con l'istituzione dei comitati per emendare la costituzione. comitati che saranno composti da esperti indipendenti». Ed ha aggiunto: «Il sangue dei vostri martiti non è stato versato invano».

Nel pomeriggio una conferma delle possibili dimissioni era arrivata dal premier egiziano Ahmed Shafiq e dal segretario generale del Partito di Mubarak, Hossam Badrawi. Successivamente la tv di stato ha fatto sapere che il presidente avrebbe rilasciato una dichiarazione in cui avrebbe dovuto passare tutti i suoi poteri al vice presidente Omar Suleiman. La tv di stato ha anche riferito di un incontro tra il presidente e il suo vice. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha detto che in Egitto «si sta facendo la storia», «una nuova generazione leva la voce per essere udita». Dopo il discorso del rais Obama ha convocato il Consiglio di Sicurezza nazionale.

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Il vice-presidente Suleiman, intervenendo in tv dopo Mubarak, ha detto che «la storia è cominciata» ed ha assicurato il suo impegno per un «pacifico trasferimento dei poteri in base alla costituzione». Suleiman ha rivolto un appello alla popolazione perché rimanga unita e rivolga il proprio sguardo al futuro. Poi ha chiesto «ai giovani e agli eroi d'Egitto» di tornare a casa e di non ascoltare le televisioni satellitari che incitano «alla sedizione». «La porta è aperta per un ulteriore dialogo, ha aggiunto il vicepresidente, ribadendo il suo impegno a «fare quello che è necessario per una pacifica transizione di potere».

Stato maggiore in riunione permanente
Poche ore prima il premier Ahmed Shafiq avevadetto che tutto il potere sarebbe rimasto nelle mani del rais. Tuttavia lo stato maggiore dell'esercito aveva deciso di riunirsi in forma permanente, e aveva diffuso due comunicati nei quali si prendeva carico di «esaminare le misure necessarie per preservare la sicurezza del Paese» e «sostenere le legittime richieste della popolazione». Secondo il quotidiano al Ahran, le forze armate con questa decisione hanno di fatto assunto il potere politico in Egitto. Un alto esponente dei Fratelli musulmani egiziani Essam al-Erian ha detto di temere che le forze armate egiziane stiano preparando un colpo di stato. «Sembra un golpe, sono preoccupato, il problema non è il presidente ma il regime», ha detto.

Evacuato il palazzo della Tv
Il palazzo della radio-televisione di stato egiziana, noto al Cairo come «Maspero», è stato evacuato da un gran numero di dipendenti, nel timore di un'invasione da parte dei manifestanti della vicina piazza Tahrir. Intorno all'edificio oggi erano stati disposti nuovi schieramenti di soldati e di blindati, che si sono aggiunti a quelli già presenti a bloccare da alcuni giorni il Lungo Nilo sul quale sorge l'edificio.

ElBaradei propone un triumvirato e un anno di transizione
L'oppositore egiziano Mohamed ElBaradei ha proposto che il presidente Hosni Mubarak, sul quale continuano a rincorrersi voci di dimissioni, lasci la carica a un consiglio di tre persone e un governo di unità nazionale. «Il capo del regime deve lasciare il posto a un consiglio presidenziale composto da tre persone e ad un governo di unità nazionale. Questo governo deve essere composto da esperti credibili», ha dichiarato il premio Nobel per la pace in un'intervista al quotidiano austriaco Die Presse. L'ex direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha descritto in seguito il percorso da seguire: «Dopo un periodo transitorio di un anno, dovranno essere organizzate delle elezioni libere e democratiche. In questi dodici mesi deve essere inoltre redatta una costituzione transitoria».

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