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Questo articolo è stato pubblicato il 12 febbraio 2011 alle ore 16:28.
Per rendere competitivi i prodotti giapponesi alta qualità e multifunzione, parole chiave durante il boom economico del secondo dopoguerra, non bastano più. Ora il paese deve riconsiderare e attingere dalla propria sottocultura: manga, anime, videogame o la moda delle metropoli come Tokyo non sono solo fonte d'ispirazione per artisti e appassionati di tutto il mondo, ma prodotti dalle funzionalità uniche, utili per l'innovazione tecnologica. È l'idea sostenuta da Morinosuke Kawaguchi, direttore associato di Arthur D. Litte Japan e docente all'Istituto di tecnologia di Tokyo, nel suo libro sull'ingegneria giapponese moderna ("Neon Genesis of Geeky-Girly Japanese Engineering").
«In tutte le società del mondo ci sono sottoculture e culture alte», spiega Kawaguchi al Sole 24 Ore. «La cultura alta giapponese del wabi-sabi (la bellezza nell'imperfezione e transitorietà), del bushido (la via del guerriero) o delle geisha si conoscono da tempo in occidente, dove evocano esotismi. Ma queste tradizioni seguono un modello di elaborazione elitario, dall'alto al basso. Sono come il percorso dell'alta moda che arriva al prêt-à-porter o dell'informazione imposta dai principali motori di ricerca. Questo sistema è destinato ad appiattire la creatività. Al contrario, le strade di Shibuya, quartiere alla moda di Tokyo, sono il simbolo di una cultura che va dal basso verso l'alto (bottom-up), un percorso 2.0 che continua a rinnovarsi. Alle sue spalle non c'è solo il fascino del design, ma le storie di personaggi che danno valore aggiunto alle manifatture che li rielaborano».
Nella sottocultura giapponese ci sono elementi ricorrenti, come la tendenza a personificare, caratterizzare o rimpicciolire gli oggetti. Punto di forza dell'estetica di questi prodotti è l'aspetto infantile ed effeminato. Nel suo libro Kawaguchi spiega come tradurre queste caratteristiche antropologiche in specifici prodotti industriali. «Alcuni esempi ci sono già - spiega l'autore - basta pensare ai robot giapponesi, creati sul modello umano, alla personificazione degli animali di Hello Kitty o ai musi dei treni superveloci. Ancora, il cupolino della moto Yamaha YZF-R1 è modellato sul Kumadori, un tipo di trucco usato per le maschere del teatro kabuki. La caratterizzazione è un punto di forza di questi prodotti, che serve per il piacere individuale e per soddisfare i gusti di tutti consumatori. Bisogna sfruttarla».








