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La Cina oscura la Rivoluzione dei gelsomini. Centinaia di manifestanti vicino Piazza Tienanmen. Video

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Questo articolo è stato pubblicato il 21 febbraio 2011 alle ore 10:56.

La "Rivoluzione dei gelsomini", propagata attraverso il web, si sta diffondendo a macchia di leopardo dal Medio Oriente all'Asia. Dalla Tunisia - dove il venditore ambulante tunisino, Mohamed Bouzizi si è immolato a dicembre per protesta, diventando il simbolo della rivoluzione - alla Cina. Proprio nella Repubblica popolare ieri è stata organizzata una manifestazione di solidarietà con le proteste in Medio Oriente (nelle ultime ore particolarmente violente in Libia). Il sito Boxun.com ha tracciato le coordinate per l'iniziativa: alle ore 2 del pomeriggio in 13 città. il messaggio è stato poi ripreso da Twitter.

Il governo cinese oscura sul web la "Rivoluzione dei gelsomini"
Ma l'eco della protesta è stata strozzata dalla censura del governo di Pechino che ha bloccato le ricerche dal web delle parole "Egypt" e "Jasmine Revolution" (Egitto e Rivoluzione dei gelsomini). Bloccati anche Twitter, Facebook e altri siti di condivisione istantanea. Bloccati anche gli sms via cellulare contenenti i due "tag".

Centinaia di manifestanti vicino Piazza Tienanmen
Il risultato? A Wangfujing, la via dello shopping di Pechino, nei pressi di un punto McDonald's, in zona Piazza Tienanmen, c'è stato qualche momento di tensione dopo un assembramento con lancio di gelsomini (guarda il video). Tra un massiccio spiegamento di polizia, si è radunata una piccola folla composta inizialmente soprattutto da curiosi, giornalisti e forze dell'ordine in borghese. Ma tra la ressa era evidentemente presente un drappello di manifestanti organizzati, che hanno approfittato del momento migliore per lanciare alcuni mazzi di gelsomini bianchi dalla scalinata di un centro commerciale sotto i flash e le telecamere dei media.

La reazione della polizia è stata composta, immediata e decisa: i poliziotti già presenti sul posto sono stati raggiunti da diverse dozzine di colleghi, che hanno sospinto la folla verso la strada tentando di disperderla, mentre altri agenti facevano sparire velocemente i fiori gettandoli nell'immondizia. Per una decina di minuti le telecomunicazioni della zona sono state completamente oscurate, rendendo inutilizzabili i telefoni cellulari.

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Rivoluzione dei gelsomini in Cina

Tags Correlati: Asia | Barack Obama | Egypt | Internet | Jasmine Revolution | Jon Huntsman Jr. | Mohamed Bouzizi |

 

Secondo fonti locali, sarebbero state fermate 12 persone dalle autorità cinesi.

Nella folla anche l'ambasciatore statunitense Jon Huntsman Jr
Tra gli stranieri, mano nella mano alla figlia adottiva di origine cinese, c'era anche Jon Huntsman Jr., l'ambasciatore Usa uscente che molti osservatori danno come prossimo sfidante di Barack Obama alle elezioni presidenziali del 2012. Pur avendo assunto nelle ultime settimane posizioni molto critiche sulla situazione dei diritti umani in Cina, Huntsman non ha rilasciato alcuna dichiarazione.

Dopo pochi minuti la tensione è tornata a salire e in due occasioni si è sfiorato lo scontro fisico. Alcuni poliziotti hanno bruscamente fronteggiato un cameraman straniero, mentre altri sospingevano via un ragazzo cinese che aveva raccolto i gelsomini dai cestini della spazzatura. Bloccato da due uomini in borghese, il giovane è stato rilasciato subito dopo. I manifestanti arrestati sarebbero solamente due - un uomo che ha imprecato contro la polizia e un altro che urlava «ho fame!» -, ma la polizia era giunta alla manifestazione già preparata, dopo avere scatenato una vasta azione preventiva tanto sul campo che su internet.

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