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Berlusconi a tutto campo attacca scuola pubblica e unioni gay

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Questo articolo è stato pubblicato il 26 febbraio 2011 alle ore 12:28.

Parla di crisi in Libia, poi attacca scuola pubblica e unioni gay. Silvio Berlusconi a tutto a campo, oggi 26 febbraio intervenendo prima al 46esimo congresso dei repubblicani e poi a quello dei cristiano riformisti. Il premier è partito dalla situazione a Tripoli. «Sembra che effettivamente Gheddafi non controlli più la situazione in Libia», ha detto dal palco del congresso dei Repubblicani. Il presidente del Consiglio, all'arrivo al congresso, è stato accolto da applausi e fischi visto che la platea è divisa tra coloro che appoggiano il segretario Francesco Nucara e coloro che invece sostengono Giorgio La Malfa, sospeso dal partito dopo aver votato contro la fiducia al Governo. «Sta cambiando lo scenario geopolitico e l'Italia ne è coinvolta», ha sottolineato il premier. «Nessuno ha potuto prevedere quello che è successo in Libia e quello che è accaduto qualche settimana prima in Tunisia e in Egitto, e nessuno potrà prevedere cosa avverrà». Ma ha subito aggiunto: Di fronte alla crisi della Libia «non possiamo restare spettatori, né l'Ue né noi».

Desolanti le polemiche con le opposizioni
Berlusconi ha poi detto come «siano desolanti le polemiche provinciali delle opposizioni in Italia sulla Libia e i piccoli tentativi di attaccare il governo su politiche che sono state sempre fatte da molto decenni». Secondo il premier, una classe dirigente matura «saprebbe mostrarsi unita». Ma «siamo lontanissimi da questo». «L'opposizione con cui ci troviamo a doverci confrontare - ha rincarato la dose Berlusconi - non ha mai rinunciato all'idea della spallata e alle trame di palazzo per ottenere i risultati che per altre strade non riescono a ottenere». Invece: «Se tutti siamo d'accordo possiamo mettere fine la bagno di sangue e sostenere il popolo libico». Il presidente del consiglio ha sottolineato anche che a suo avviso gli sviluppi della situazione del nord Africa «sono molto incerti perchè quei popoli potrebbero avvicinarsi alla democrazia, ma potremmo anche trovarci di fronte a centri pericolosi di integralismo islamico». «C'è il rischio - ha ribadito il premier - di una emergenza umanitaria con decine di migliaia di persone da soccorrere».

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Governerò fino al 2013 e farò le riforme
Berlusconi ha parlato anche di politica interna, sottolineando come il governo si dedicherà alle riforme e andrà avanti nella sua azione. «L'Esecutivo è forte e ha i numeri per farlo», ha detto il premier, che punta quindi a rimanere in sella fino al 2013.

Dal palco dei Cristiano riformisti: con noi mai coppie gay come famiglia
Parlando invece al congresso dei cristiano riformisti, Berlusconi ha ribadito due concetti chiave, finchè rimarrà l'attuale governo: «non faremo mai una patrimoniale» e «non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, cosi come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali». Anzi: entro la fine della legislatura, saranno adottate politiche fiscali a favore delle famiglie. Il premier ha poi attaccato i comunisti italiani: mentre in Europa, ha detto, nel tempo si sono trasformati in laburisti in Gran Bretagna, in socialdemocratici in Germania, quelli di casa nostra erano e sono tutt'ora comunisti».

Attacco alla scuola pubblica
Berlusconi incalza anche sulla scuola: gli insegnati delle scuole pubbliche «inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie». Il premie riporta quanto disse nel 1994 in occasione del suo ingresso in politica. Berlusconi parlava del rischio che avrebbero potuto correre i genitori ai quali fosse stato impedito di scegliere per i propri figli una scuola privata in alternativa a quella statale.

A giorni riforma giustizia in consiglio dei ministri straordinario
Il premier ha poi annunciato che «la riforma della giustizia sarà presentata tra pochi giorni in una sessione straordinaria» del consiglio dei ministri e che presto chiederà l'aumento del numero dei sottosegretari. La diaspora di Fli? «C'ha fatto bene e ci farà bene perché con Fini nella maggioranza non potevamo presentare certe riforme», specie nel campo della giustizia. E sulle intercettazioni? «Avanti con la riforma», perchè «non c'è libertà in un Paese in cui appena si alza la cornetta del telefono altre persone ascoltano e dove le persone possono essere manipolate». Berlusconi ha sottolineato ancora come la crescita bassa del Belpaese sia dovuta ai «molti handicap» che l'Italia si porta appresso, come il debito pubblico, una pubblica amministrazione e una giustizia civile inefficienti o la mancanza di centrali nucleari che fanno salire il costo dell'energia, tutti problemi rispetto ai quali «il governo non ha la bacchetta magica».

Messaggio ai giovani Pdl a Sorrento: Al Sud riforme contro odio e clientelismo
In mattinata il premier ha mandato invece un messaggio agli organizzatori della prima giornata di riflessione politica per i giovani del Pdl in programma domani a Sorrento (Napoli): «Per celebrare l'unità d'Italia - ha sottolineato Berlusconi - siamo innanzitutto chiamati a eliminare il divario tra le diverse realtà territoriali, favorendo il pieno sviluppo delle potenzialità del Mezzogiorno». «Il nostro Governo - ha aggiunto - ha avviato il Piano per il Sud per portare nuove risorse e infrastrutture. Inoltre, abbiamo dichiarato guerra alla criminalità organizzata ottenendo risultati record per arresti di latitanti e confische di beni. Infine, per favorire nel Mezzogiorno una cultura del buongoverno, stiamo portando avanti la riforma federale con l'obiettivo di responsabilizzare la gestione degli enti locali ed eliminare gli sprechi. Noi vogliamo portare il Sud ai posti di eccellenza che gli competono e vogliamo continuare a fare le riforme di cui il Paese ha bisogno. Per farlo, ci troviamo a lottare contro le forze dell'odio, della conservazione, del malaffare del clientelismo».

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