Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 09 aprile 2011 alle ore 08:15.

My24


C'è ancora molto da fare per ricostruire un buon rapporto fra l'Italia e l'Europa sulla gestione dei rifugiati. In realtà la situazione sta peggiorando, con riflessi negativi per l'immagine dell'esecutivo di Berlusconi e per quell'asse tra Pdl e Lega su cui si regge la proposta politica del centrodestra.
Il sostanziale isolamento in cui si trova il governo di Roma non è stato superato (né poteva esserlo) dal colloquio tra Maroni e il suo collega francese. Si può considerare un passo avanti l'intesa sul pattugliamento delle acque davanti alla Tunisia affidato a vedette di Roma e Parigi coordinate fra loro. Ma il problema restano i «permessi temporanei» che l'Italia concede ai tunisini approdati sulle nostre coste e che la Francia rifiuta di considerare un lasciapassare buono per spostarsi a piacere nell'Europa di Schengen. E dunque per trasferirsi con poca fatica Oltralpe, dove l'opinione pubblica è sensibile agli argomenti della destra di Marine Le Pen.
Sotto questo aspetto il dissidio con Parigi non è stato risolto. Forse si è persino aggravato. Quel che è peggio, dal governo tedesco è giunta in serata una nota che di fatto incoraggia la posizione francese e smentisce brutalmente l'interpretazione italiana. Cosa dice il portavoce del ministero dell'Interno di Berlino? Che è l'Italia ad aver infranto le regole di Schengen con il suo lassismo. Del resto, aggiunge, non c'è una vera emergenza in Italia, tale da giustificare la richiesta d'aiuto all'Europa o il tentativo di scaricare su altri l'onere di provvedere ai rifugiati. E tanto per essere chiaro, il governo di Angela Merkel ricorda che la Germania ha assorbito in passato un numero di immigrati pari a sei volte quello che l'Italia deve fronteggiare oggi.
Chiusura completa, quindi. E l'annuncio tedesco che il chiarimento avverrà nella sede europea, in occasione del prossimo vertice fra i ministri dell'Interno dell'Unione.
Anche noi italiani siamo ovviamente favorevoli a risolvere la questione in sede europea. Non a caso ieri il presidente della Repubblica ha fatto di nuovo sentire la sua voce chiedendo più coesione. Si dà il caso però che lo scenario sia del tutto opposto a quello accarezzato dal governo italiano. Due giorni fa Maroni aveva detto: «o la Francia si adegua (ai permessi temporanei, n.d.r.) o esce da Schengen». Purtroppo per noi, il peso politico di Germania e Francia unite accredita un altro punto di vista: è l'Italia che deve adeguarsi a una lettura più rigorosa del trattato sulla libera circolazione.
Quindi siamo noi che dobbiamo adeguarci a una più severa gestione dei migranti. Una combinazione di rimpatri verso la Tunisia, quando è necessario, e di corretta accoglienza per chi invece ha diritto di restare nel paese d'asilo, appunto l'Italia. Si tratta in parole povere di uscire da quella miscela di «allarmismo e vittimismo» che Emma Bonino denunciava giorni fa.
S'intende che non sarà facile trovare la quadratura del cerchio. L'accusa tedesca (non esiste una vera emergenza in Italia) è pesante perché contraddice tutta la narrazione accreditata dai nostri politici, e quindi dalla Lega, in queste settimane. Inoltre è evidente che la convergenza tra Parigi e Berlino restringe in misura significativa i margini di manovra del governo. Un compromesso sarà certo possibile, ma l'Italia dovrà cercarlo da posizioni di debolezza. Per cui sarebbe necessario che Berlusconi, esercitando la sua leadership, se ne occupasse in prima persona.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Shopping24

Dai nostri archivi