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Questo articolo è stato pubblicato il 10 aprile 2011 alle ore 08:11.

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BUDAPEST. Dal nostro inviato
L'Europa deve guardare oltre la crisi dei debiti finanziari, privati e pubblici. La nuova crisi geopolitica proveniente dal Nord Africa e la crisi atomica emersa dopo il terremoto e lo tsunami in Giappone richiederanno all'Europa una nuova «solidarietà sociale» e un modo diverso di interpretare il Trattato. È questa la proposta dell'Italia che sarà presentata in un dossier, forse al Parlamento europeo o in altre sedi come l'Eurogruppo e l'Ecofin, per invitare l'Europa ad «aprire un discorso sui nuovi fronti che si stanno aprendo». Lo ha annunciato ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso della conferenza stampa al termine dei lavori dell'Ecofin informale che si è tenuto a Gödöllo nei pressi di Budapest, sotto la presidenza ungherese.
«La solidarietà, dopo il sostegno finanziario accordato ai paesi in difficoltà, dovremo applicarla anche su altri quadranti perché oltre al debito finanziario, pubblico e privato, è in arrivo il debito geopolitico dalla crisi del Nord Africa e il debito nucleare dalla crisi atomica», ha detto il ministro, secondo il quale per la crisi dei debiti finanziari il Trattato è stato interpretato in maniera flessibile e in futuro più che alla lettera dovrà essere applicato lo spirito del Trattato, quello della solidarietà e del destino comune. «Si impone una riflessione», ha avvertito Tremonti, secondo il quale la crisi geopolitica del Nord Africa e il problema dell'immigrazione, e la crisi nucleare si trasformeranno in «nuove cambiali» per l'Europa, alle prese ora con i debiti di natura finanziaria.
Il ministro avanza già due soluzioni, in chiave di solidarietà sociale, per intervenire sui nuovi fronti che si stanno aprendo: la de-tax per devolvere una piccola parte dell'Iva alle zone meridionali del Mediterraneo e una valutazione dei costi del nucleare e dei rischi del nucleare che generano un "debito atomico" da contabilizzarsi nei conti pubblici come "debito latente" uguale a quello della spesa pensionistica. Questo non vuol dire essere contro il nucleare, ci ha tenuto a precisare Tremonti, ma che è necessaria una riflessione alla luce di quanto è accaduto in Giappone. Anche in Italia, il governo dovrà tener conto dei costi del debito atomico quando valuterà l'opportunità di avviare un piano per l'energia nucleare e calcolare la spesa di chiusura delle vecchie centrali degli anni '80.
«Dovremo domandarci cosa significa avere un impianto nucleare vicino ad altri paesi, dovremo valutare i costi di chiusura dei vecchi impianti e la spesa della copertura dei rischi delle centrali», ha messo in chiaro il ministro, per il quale solidarietà nello spirito del Trattato significa responsabilità, tanto sul tema del nucleare quanto su quello dell'immigrazione scaturito dalla crisi geopolitica, dalle rivolte in Nord Africa.
L'Europa intanto, per uscire dalla crisi del debito finanziario, sta portando avanti il rafforzamento della sostenibilità delle finanze pubbliche e della ripresa economica, in termini di competitività e sviluppo. La sessione del bilancio europeo ha subìto un lieve slittamento, per tener conto delle novità introdotte dal nuovo Euro-Patto del 24-25 marzo. Ma tutti gli stati presenteranno il piano nazionale delle riforme e di finanza pubblica entro la fine di aprile, compresa l'Italia. Il piano nazionale delle riforme italiano è in bozza, quasi ultimato, e sarà presentato alla Ue e al parlamento italiano «entro la fine di aprile», non più per la metà del mese. Lo ha preannunciato ieri Tremonti. Nel piano l'Italia chiederà anche misure per il Sud, come il credito di imposta e la fiscalità di vantaggio.
Anche la presentazione in Parlamento della "decisione economica finanziaria" (che ha sostituito il Dpef) avverrà «con due o tre giorni di ritardo» rispetto al termine del 10 aprile.
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